Capri scommette sulla Fondazione e sogna il ritorno ai “tempi d’oro”

29 giugno 2009 – C’è anche il presidente della Repubblica trai sostenitori del progetto di rilancio di Capri, «una terra dice Napolitano con cui ho legami antichi». Ed è proprio per portare l’isola agli antichi splendori che è nata la Fondazione Capri creata da imprenditori, commercianti e professionisti di Capri e Anacapri, con il contributo della regione Campania.

Affari & Finanza e la Fondazione CapriNell’unione di tutte le “forze” sta l’importanza della fondazione guidata da Gianfranco Morgano come presidente e Antonio Cacace vice presidente. Da tempo immemorabile, infatti, tra i due “campanili” non scorreva buon sangue. Due sindaci, due amministrazioni diverse e addirittura due alberghi antagonisti: lo storico Quisisana della famiglia Morgano a Capri e il Capri Palace della famiglia Cacace ad Anacapri. Del resto nei tempi d’oro l’economia dell’isola andava a meraviglia, dagli anni trenta del secolo scorso l’isola è stata una delle mete preferite dal jet set internazionale che animava la “dolce vita” caprese. Col tempo però ha perso l sua identità: molto tu rismo di passaggio e sempre meno viaggiatori “colti”. È così che i due protagonisti dell’hotellerie si alleano per studiare nuove strategie di rilancio dando vita alla fondazione che, come recita l’articolo 2 del suo statuto: «Persegue la finalità di tutelare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale dell’isola di Capri e, nel contempo, il patrimonio imprenditoriale e professionale del settore turistico locale, per affermare la vocazione isolana come centro internazionale di turismo e cultura».

In che modo? «Puntando sull’arte e la cultura vissute come motore del business. Come volano dell’economia. In Italia spiega Antonio Cacace siamo stati tra gli ultimi a capire l’importanza di questo binomio». Dato che le filosofie di vita si imparano a scuola «puntiamo molto sulla formazione. Dobbiamo stimolare, valorizzare e formare eccellenze intellettuali e artistiche e sostenerle attraverso borse di studio, premi, festival, soggiorni all’estero, affiancando nel loro percorso i giovani abitanti dell’isola». In parallelo, come racconta Gianfranco Morgano: «La fondazione si propone di promuovere la bellezza irripetibile del suo patrimonio storico e naturalistico verso un turismo sensibile alle offerte culturali con obiettivi di collaborazione con soggetti pubblici, privati, nazionali e internazionali che ne condividano le finalità».

Tante le iniziative in cantiere per questa prima fase di rilancio: da “Abitare la bellezza” (un progetto di danza contemporanea per portare nell’isola i protagonisti di spicco e per insegnare la danza alle nuove generazioni) a “Travelogue” (per promuovere l’arte contemporanea trai più giovani), che verrà realizzato tra settembre e ottobre e avrà come guest star Sandro Chia uno dei principali interpreti della Transavanguardia internazionale. E poi mostre, eventi e anche il “Capri trendwatching festival”, un’anteprima delle tendenze espressive emergenti nel mondo raccontata attraverso incontri, lectures, workshop. Tutto questo è solo l’inizio, un primo essai per capire quali indirizzi prendere, quali le iniziative più efficaci, quali alleanze mettere in campo per raggiungere l’obiettivo di riportare Capri alla sua identità sofisticata e colta. «Chantecler nasce qui. I nostri gioielli, indossati dalle donne più eleganti del mondo, hanno contribuito a dare di Capri e della sua capacità creativa un’immagine raffinata, esclusiva e originale. Crediamo molto nei partner che ci affiancano in questo progetto dice Gabriele Aprea presidente della storica gioielleria Chantecler che è tra i soci della Fondazione Capri e investiremo, con loro, per mantenere alto il valore culturale che da sempre ci appartiene».

Una missione importante quella della fondazione che ha già di persè ha avuto un merito fondamentale: «È riuscita a mettere insieme l’isola spazzando via gli individualismi. Perché le guerre, si sa, stabiliscono solo chi vince, non chi ha ragione», dice il sindaco di Capri, Ciro Lembo. Un lavoro in team, dunque, dove ciascuno fa la sua parte, «imparando dalla nonna di Gianfranco Morgano dice Cacace che ha insegnato a tutti la cultura dell’accoglienza. È stata la prima vera imprenditrice dell’Isola».

Marcella Gabbiano

Scarica il PDF originale dell’articolo (780 kb)

Comments are closed.