Fondazione Capri, tutor per la cultura

29 maggio 2009 – Presentato l’organismo creato da imprenditori e professionisti. L’obiettivo: un nuovo modo di «vedere» arte e natura; il Presidente Napolitano: preziosa opera di promozione.

La Fondazione Capri è stata presentata nel teatro del Grand Hotel Quisisana, nella stessa location in cui nel 1922 Edwin Cerio, sindaco dell’epoca, avviò i lavori del primo Convegno del Paesaggio Fondazione Capri - Il Mattino di Napoliche aveva lo scopo di salvaguardare il patrimonio paesaggistico dell’isola dalle avanguardie della «colonizzazione turistica». A distanza di oltre ottant’anni prende il via un altro organismo, quello della Fondazione, che nasce quasi con gli stessi obiettivi: «Promuovere il patrimonio storico e naturalistico verso un turismo sensibile alle offerte culturali». E la sfida lanciata da un gruppo di imprenditori, professionisti, albergatori e commercianti, che rappresentano il nucleo dirigente dei soci fondatori, è stata subito accolta dall’assessore regionale al Turismo Claudio Velardi che, nel portare il suo saluto istituzionale, insieme con i sindaci di Capri e di Anacapri Ciro Lembo e Mario Staiano, ha annunziato la volontà di presentare, nella prossima settimana, una delibera alla giunta regionale per far sì che la Fondazione diventi «lo strumento unico per la promozione del turismo sull’isola», affidandole «la gestione di alcuni siti monumentali che si trovano sull’isola, e tra questi la Certosa e gli scavi archeologici di Villa Jovis e Damecuta, i ruderi delle ville romane, dell’imperatore».

Un annuncio forte che è stato dato dal massimo rappresentante delle istituzioni turistiche in Campania e che è stato accolto con favore dal presidente della Fondazione Gianfranco Morgano e dal copresidente Tonino Cacace. Entrambi, nei loro interventi, hanno riaffermato la volontà di «riunire in un progetto unico di sviluppo del territorio le due municipalità», ma anche quello di voler«promuovere iniziative ed eventi importanti che partano dalle scuole e siano rivolte in particolare ai giovani capresi ed anacapresi che rappresentano il futuro dell’isola».

«Studenti – ha sottolineato Cacace – che non dovranno più sentire il peso di vivere in un contesto isolato, ma che potranno allargare le loro conoscenze ed esperienze sentendosi quindi cittadini del mondo. A sottolineare l’importanza che ha avuto la nascita della Fondazione, anche al di fuori dell’isola, è stato il messaggio che il presidente della Repubblica Giorgio Napoletano ha inviato a Gianfranco Morgano e a Tonino Cacace in cui veniva sottolineata l’importanza che la Fondazione potrà avere in futuro nella preziosa opera di promozione del patrimonio culturale e paesaggistico dell’isola di Capri. «Un’isola scrive Napolitano – per motivi antichi e personali a me tanto cara».

A testimoniare la vicinanza all’isola, in sala molti nomi importanti e famosi, dal capresissimo Peppino di Capri al presidente Aurelio De Laurentiis a Rosalba Giugni di Marevivo, ai giornalisti Giovannino Russo e Corradino Mineo, al fotografo Mimmo Iodice e allo scrittore Raffaele La Capria, che ha composto per l’occasione una canzone dedicata all’isola, al prefetto Alessandro Pansa.

Anna Maria Boniello

Peppino, testimonial dell’evento: scusate se mi chiamo «di Capri»

Peppino di Capri, testimonial d’eccezione della nascita della Fondazione, chiede scusa per aver usato per tanti anni il nome della sua isola. «Un nome – ha detto Peppino – nato per caso, scelto dal mio discografico quando sostituì il mio nome Giuseppe Faiella con quello di Peppino di Capri. Un nome di cui vado orgoglioso e che racchiude tutto l’amore per la mia isola». E, a distanza di 50 anni, confessa un grande rammarico: «Durante la mia carriera da parte di alcuni compaesani mi è stata mossa la critica di aver fondato gran parte del mio successo sul mio cognome, per cui oggi – conclude con amarezza ed ironia – sono costretto a chiedere scusa se mi chiamo Di Capri, un nome che porterò sempre con orgoglio».

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