Così vogliamo abitare la bellezza

Corriere del Mezzogiorno

18 luglio 2009 – Inizia con un progetto di danza contemporanea la stagione degli eventi targati Fondazione Capri. Tre gli appuntamenti che, da oggi fino al 30 luglio, porteranno in scena la kermesse «Abitare la bellezza» in alcuni dei luoghi più suggestivi dell’isola azzurra: la Certosa di San Giacomo e l’Arco Naturale.

Corriere del mezzoggiorno e la Fondazione CapriCon il presidente Gianfranco Morgano scopriamo il segreto della neonata fondazione: eccellenza e progetti su misura per Capri. «L’istituzione della fondazione», dice, «è stata dettata dalla necessità che Capri tornasse alla ribalta con un’offerta turistica basata sulla storia dell’isola. Possiamo contare su un passato molto fortunato, ma dobbiamo gettare le basi per creare quelle stesse condizioni anche in futuro. Questo era il momento giusto, anche se la crisi economica mondiale ci penalizza: c’è difficoltà nel reperimento di fondi per sostenere gli eventi. Ma riusciremo a farcela con le nostre forze. Al sostegno della Regione, infatti, si aggiunge anche il nostro impegno, che non è solo intellettuale, ma anche economico».

Il connubio fondazione – eccellenza è ormai conclamato. Ma cosa significa per lei?
«Per me eccellenza vuol dire sensibilità nei confronti dell’isola. Noi vogliamo solo essere vicini al territorio. La fondazione è per tutti, non è assolutamente elitaria, ma ritengo che possiamo dare all’isola la visibi
lità che merita».

Lei crede fortemente nel lavoro di squadra…
«Il segreto della fondazione è la volontà di stare insieme per un progetto comune. Oggi gli imprenditori hanno una responsabilità etica nei confronti del territorio e la presenza dei comuni di Capri e Anacapri come soci istituzionali rappresenta il fiore all’occhiello che portiamo in dote».

La Certosa di San Giacomo è per voi il luogo d’elezione della cultura caprese?
«Il chiostro è il preferito nell’immaginario collettivo e si presta perfettamente per eventi di rilievo. Ma ci sono anche altri siti sui quali abbiamo puntato l’attenzione. Secondo me è giusto pensare a un evento a misura del luogo che lo ospiterà».

Tra gli appuntamenti, c’è anche una performance per salvare l’Arco Naturale.
«Ogni zona di Capri deve essere salvaguardata e l’Arco Naturale è una delle icone dell’isola che non può essere trascurata. Nonostante l’impegno dell’amministrazione e quello del
la Provincia, che pare abbia stanziato fondi per la messa in sicurezza, abbiamo voluto rinforzare questa attenzione sul sito che è a rischio crollo».

Si passerà poi a Villa Lysis.
«L’appuntamento successivo è con gli scatti del fotografo Wilhelm von Gloeden. Ci è sembrato giusto portare questa mostra di Alinari a Villa Fersen, perché si accorda con il luogo».

L’arte sarà, dunque, il valore aggiunto dell’estate?
«L’arte è sempre stata parte di Capri ma forse non godeva della giusta salute».

E sul Trendwatching Festival ci sono novità?
«Questa kermesse si ricollega perfettamente con la storia dell’isola. Capri ha sempre fatto tendenza. Basti pensare ai sandali o ai pantaloni a tre quarti. II significato del festival è andare a caccia delle mode future con metodo scientifico. Quest’anno ci occuperemo del lifestyle, ma stiamo già lavorando sul programma del 2010».

Non solo attenzione per i siti storici, ma anche per le giovani generazioni.
«Ovviamente sì. Travelogue, il progetto per le scuole fortemente voluto da Tonino Cacace, sarà il mezzo per avvicinare i giovani all’arte in tutte le sue forme. Ma la necessità più grande è trasmettere a chi verrà dopo di noi l’amore per Capri e, soprattutto, promuovere e incentivare il talento dei ragazzi capresi».

Claudia Catuogno

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