Trasgressivo Von Gloeden: Classico ed Eros, quando la fotografia punta all’arte

La Repubblica

19 agosto 2009 – «Mi trovo in una casa capolavoro di Capri, villa Malaparte. Ho incontrato il cane Febo, “reincarnazione” del levriero bianco dello scrittore. Mi ha fatto pensare al cane di von Gloeden, Nedda, che chiude in un ritratto straordinario la mostra che ho curato. Spero che al vernissage aVilla Lysis portino anche lui». Un tocco di dandismo instillato dall’isola azzurra anche per ltalo Zannier, il primo storico della fotografia italiana a insegnare la materia nelle università.

La RepubblicaApproda a Capri, nella dimora dello scandaloso barone Fersen riaperta per l’occasione, la prima mostra che presenta una parte consistente dell’opera di un discusso classico della fotografia tra Otto e Novecento: Withelm von Gloeden. Alle 19 l’inaugurazione di “Dioniso a Villa Lysis: la fotografia di Wilhelm von Gloeden”, a cura di Italo Zanflier, uno dei maggiori storici della fotografia italiana, organizzata dalla Fondazione Capri (fino al 4 ottobre, ingresso libero tutti i giorni dalle 10 alle 19. Info 338 211 3037). Paesaggi e rovine, alcune interessanti perla loro straordinaria modernità, sono la novità della scelta di Zannier, che ha potuto attingere al patrimonio di lastre e originali (circa mille) recuperato dalla Fondazione Alinari. Un centinaio erano state acquistate dal gallerista Lucio Amelio, che le aveva poi pubblicate con gli interventi di artisti come Andy Warhol e Joseph Beuys. Il nome di von Gloeden, nella mostra di Zannier (catalogo Alinari 24 Ore) torna a essere utile anche al mainstream. E un putiferio di riferimenti di riproposto classicismo: da Alma Tadema al nostro Domenico Morelli, ma anche l’esotismo di un paesaggismo abitato da solitarie figure. «Un classico della fotografia pittorica che ambisce a diventare arte», spiega lo storico. «I tableaux vivants erano già stati inventati in Inghilterra negli anni Sessanta dell’Ottocento da un preraffaellita, Oscar Raylander, che mise in posa trenta persone nude, ma fu costretto poi a velarle perché scandalose. Poi venne Julia Margaret Cameron, la nonna di Virginia Woolf, con i suoi tableaux vivants erotici, quasi omosessuali, con le domestiche in posa sull’isola di Wight. L’intento non era scabroso. Quegli artisti ambivano esprimere i sentimenti».

La mostra, ideata da Vittorio Sgarbi perPalazzo Reale a Milano e poi, dopo una serie d1 liti tra l’ex assessore alla Cultura e il sindaco Moratti, trasferita tra gennaio e marzo 2008 in un sito meno glamour, Palazzo della Ragione, arriva in una sede quasi “naturale”. Fersen, proprietario della villa che dopo vari passaggi di mano appartiene al Comune diCapri e ritorna agibile dopo anni di abbandono, fu di passaggio sull’isola, prima di stabilirsi a Taormina, dove sarebbe morto nel 1931, e la sua concezione estetica fu prossima a quella dell’artista fotografo. Il suo cugino e mentore in Italia, il barone von Plüschow (spesso considerato il suo “doppio” mai esistito), fotografò il “mondo” di Fersen, un teatro di adolescenti caravaggeschi in pose classiche secondo il modello di Arcadia sognato da ogni viaggiatore del Grand Tour che scendeva a sud.

Villa Lysis del barone Fersen

Da tempio dell’amore pagano a centro di eventi e cultura la casa del dandy torna all’isola

La descrive Roger Peyrefitte nel romanzo “L’esule di Capri”. Villa Lysis, su via Lo Capo, vicino a Villa Jovis, fu commissionata in stile liberty al pittore simbolista Edouard Chimot dal barone Jacques d’Adelsward Fersen, che la dedicò a Liside (titolo del dialogo di Platone sull’amicizia). Si raggiunge solo a piedi. Tra lesale restaurate anche la celebre fumeria d’oppio descritta da Ada Negri. Qui Fersen si sarebbe suicidato con cocaina e champagne in una coppa d’argento. Dopo vari passaggi di mano, dal 2000 è proprietà del Comune di Capri. Dopo un concerto di qualche anno fa, questa è la prima manifestazione a cura della Fondazione Capri.

Stella Cervasio

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Comments

I nudi di von Gloeden sono giovani pescatori o contadini di Taormina, località appena scoperta all’epoca dalle èlites internazionali

posted by Giuseppe Fiamingo on 08.25.09 at 1:11 pm

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