Una fondazione per far rinascere Capri

Settembre 2009 – La Fondazione Capri rappresenta un momento fondamentale per l’isola: per la prima volta siamo riusciti a far convergere le forze imprenditoriali, commerciali, artistiche e professionali di Capri e Anacapri, con il contributo della regione Campania, per ristabilirne il ruolo di laboratorio di arte e cultura, dice Ausilia Veneruso, titolare della libreria “la Conchiglia” e dell’omonima casa editrice.

MinervaAusilia è l’anima intellettuale della neonata Fondazione che vede alla guida in qualità di presidente Gianfranco Morgano dello storico hotel Quisisana di Capri, e Antonio Cacace, dell’albergo Capri Palace di Anacapri, nelle vesti di vice presidente. Dopo decenni di incomprensioni che hanno lacerato questo minuscolo paradiso in terra due comuni, lue sindaci, due amministrazioni per poco più di 12mila abitanti i campanilismi sono stati spazzati via per unire le forze in vista di un rilancio dell’isola, in armonia con la popolazione e il territorio, e che vede tra i sostenitori del progetto anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ultimamente, l’élite intellettuale e il jet set internazionale, che avevano connotato Capri nel passato, parevano essere evaporati sotto le ondate incessanti di un turismo mordi e fuggi, a caccia solo di souvenir, gelato in piazzetta e foto dei faraglioni. L’epoca in cui gli ospiti abituali portavano i nomi di Marinetti, Moravia, Ungaretti, Malaparte, Neruda, Axel Munthe, Graham Green, e l’isola era assunta a tappa obbligata per gli artisti di tutto il mondo, è tramontata, ma può aprirsi una fase nuova. “Obiettivo della Fondazione, dice ancora Ausilia Veneruso, non è riportare in vita quello che è irrimediabilmente finito, ma creare i presupposti per un nuovo capitolo”. In che modo? “In primo luogo, puntando sull’arte e la cultura vissute come motore del business. Come volano dell’economia. In Italia siamo stati tra gli ultimi a capire l’importanza di questo binomio”, dice Antonio Cacace.

“La fondazione si propone di promuovere l’incomparabile patrimonio storico e naturalistico per un turismo sensibile alle offerte culturali e di collaborare con soggetti pubblici, privati, nazionali e internazionali che ne condividano le finalità”, ribadisce Gianfranco Morgano, il quale è non solo il presidente della Fondazione, ma l’erede di quella Lucia Morgano che per prima, sul finire dell’Ottocento, insegnò la “cultura dell’accoglienza”. Fu lei, trasformando un anonimo Caffèemporio in un punto di confluenza paragonabile ai più celebri caffè letterari del secolo scorso, dove amavano sedere Gorky, Rilke e August Weber, la prima vera imprenditrice dell’isola. Previste una serie di iniziative, fra cui “Abitare la bellezza”, un progetto di danza contemporanea che si prefigge di portare a Capri artisti di rilievo internazionale e di ospitarne le performance in luoghi colmi di suggestione: si è iniziato con un omaggio alla coreografa Carolyn Carlson sulla terrazza naturale di Damecuta, per finire con “Un Air de Folies”, festa barocca alla Certosa, con musicisti e danzatori della compagnia Fêtes Galantes.

“Travelogue” mira a promuovere l’arte contemporanea tra gli studenti, attraverso la permanenza sull’isola di artisti che svolgeranno laboratori didattici, che utilizzeranno scultura, pittura, fotografia, video. Ospite d’eccezione sarà Sandro Chia, uno dei principali interpreti della Transavanguardia. Il “Capri Trendwatching Festival” presenterà invece gli stili di vita e consumo affioranti in 20 città chiave del globo, considerate luoghi di incubazione del nuovo che avanza, intercettando tendenze estetiche e culturali. Infine, una mostra a Villa Lysis delle controverse immagini del fotografo tedesco Wilhelm von Gloeden, in cui si idealizza il rapporto tra uomo, natura e storia, per la rassegna “I Luoghi della parola – Le parole degli dei”, in collaborazione con L’Associazione Culturale La Conchiglia. Gli organizzatori puntano però anche molto sulla formazione, stimolando eccellenze intellettuali e artistiche: ecco allora l’encomiabile iniziativa di una serie di borse di studio, premi, festival, soggiorni all’estero per i giovani capresi. Se i progetti della Fondazione riusciranno a concretizzarsi negli anni a venire, per Capri potrà aprirsi una nuova era degna dei passati splendori.

Giulietta Rovera

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