Il trend? Passa da Capri

Il Napoli

17 ottobre 2009 – Da ieri Capri sembra Berlino o New York, e non perché sia piena di turisti tedeschi o ricchi americani, ma perché molti personaggi di punta della cultura contemporanea sono qui. Per il Capri TrendWatching Festival, alla prima edizione, dal titolo forte e chiaro “Tomorrow, Now”. Il festival che ha riunito media guru, futurologi, semiologi delle città, e alcuni tra i designer e i guru della moda più pagati e celebrati nel business internazionale, è l’ultimo evento del 2009 della Fondazione Capri, voluta da Giancarlo Morgano e Antonio Cacace, imprenditori e mecenati che cercano di dare ‘glam’ all’isola che fu di Malaparte e dei Kennedy.

Il NapoliIl TrendWatching caprese, tre giorni di incontri, conferenze e party, ha visto arrivare perfino gli agenti speciali di Vogue, notoriamente snobbissimi: mentre tra gli ospiti ieri ha raccontato la sua folle carriera Walter Van Beirendonk, designer belga, ex punk e fondatore degli Antwerp Six, che negli anni Novanta rivoluzionarono la moda. Bruce Sterling, futurologo del Web 2.0, preso d’assalto dai giornalisti giapponesi, ha
detto la sua sull’oceano Internet: i social network moriranno, ha detto, e presto non avremo nemmeno i portatili, vivremo di pennette e il nostro mondo sarà tutto online, nella nuvola di Google o Flicker. Oggi, alle 10 si parla invece del vivere poetico ed estetico, nella vita di ogni giorno: di come cambiano le abitudini in tempo di crisi e low budget, e di come il cibo sia al centro di una sperimentazione estetica che Maria Luisa Frisa, docente dello Iuav di Venezia, definisce spinta. Sempre oggi, alle 18, è la volta di Chris Anderson, direttore della Bibbia della tecnologia, il Wired americano, nonchè saggista de “La teoria della lunga coda” e ora, appena uscito anche in Italia, di “Free”, il mondo del futuro: “gratis, sarà tutto gratis d’ora in poi” dice. Prima di lui alle 17 tiene una lezione magistrale, uno dei personaggi più importanti della moda, Ted Polhemus, antropologo, docente, curatore di pionieristiche mostre sull’anti-fashion, nel 1975, o sulla Street Art e il Surfing style, che vanta antologiche e mosstre al Pitti e al Victoria & Albert Museum di Londra. Ma a Capri si è anche presentata un’interessante ricerca su 21 città nel mondo: città periferiche e non, dove nasce il nuovo e si sperimenta. Città dove vanno i trend-setter a vedere cosa succede, informando poi le case di moda, ma anche le multinazionali media e gli uomini del marketing. Città come Berlino, indebitata ma glam, o Bogotà, terzomondista ma vitale, o come Napoli, appunto: sexy, e in crisi perenne. «Oggi l’ombelico del mondo viaggia – racconta la curatrice di Capri Trend Watching Festival Elena Marinoni, docente di sociologia dei consumi, che ha coordinato 21 segnalatori di tendenze urbane, e raccontato ieri il quadro di quel che accade nel mondo – Oggi le capitali sono tante, e il mondo è sempre connesso. Stare a Mumbai o Bogotà, a Napoli o a Berlino, non significa più essere fuori dal mondo. Anzi, è proprio nelle periferie vitali, e Berlino ne è un’esempio, che nascono più enzimi oggi» spiega. Da Bogotà domattina arriva anche il lavoro di un trend watcher eccezionale, il fotografo Francesco Jodice, che a tre città del mondo ha dedicato dei micro reportage, dove si racconta il mondo in una città.

Carlotta Mismetti Capua

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