Un sistema per il turismo, no alle case da gioco sull’isola

Il Giornale di Napoli

20 ottobre 2009 – «Turismo: basta con individualismi e campanilismi, bisogna fare sistema». Parola di Gianfranco Morgano e Tonino Cacace, presidente e vicepresidente della Fondazione Capri. La “ricetta” dei due imprenditori capresi, titolari rispettivamente del Quisisana e del Capri Palace, due tra i più grandi alberghi dell’isola azzurra, è stata illustrata negli interventi conclusivi della tavola rotonda con la quale è terminata la prima edizione del Capri Trendwatching Festival, la manifestazione che per tre giorni ha trasformato Capri in osservatorio privilegiato delle tendenze e delle nuove frontiere del lifestyle.

«La nascita della Fondazione Capri ha spiegato Morgano è stata un’iniziativa trendy. Guardiamo al futuro, da capresi abbiamo a cuore il nostro territorio e puntiamo a salvaguardarlo dagli assalti dell’esterno. Abbiamo chiesto e ottenuto che della Fondazione facessero parte i nostri interlocutori diretti, ossia i Comuni di Capri ed Anacapri, per portare avanti insieme un discorso unitario». Tra le volontà degli imprenditori dell’isola facenti parte della Fondazione Capri, nata nello scorso inverno, quella di puntare soprattutto sulla crescita culturale e promuovere manifestazioni di elevato spessore. L’elite e la qualità contro il turismo di massa. «Per crescere turisticamente in Italia occorre fare sistema e individuare percorsi unitari superando ogni logica regionale o provinciale», ha puntualizzato Cacace. Il vicepresidente della Fondazione Capri ha dichiarato di mostrare «enorme fiducia nei confronti del Ministero del Turismo» ma si è detto «contrario alla nascita di nuovi casinò» così come prospettato dal ministro Brambilla. «No a nuove case da gioco, a Capri non ne abbiamo bisogno», ha sottolineato.

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