Capri Trendwatching Festival

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Estate 2009 – Abbiano chiesto a Lorenzo Palmieri* di tenere una rubrica fissa su ddnfree: i protagonisti saranno il progetto, inteso come la categoria “trasversale”, in grado di costruire “linee” di contatto tra fenomenologie, persone e discipline distanti e, a volte, apparentemente inconciliabili. Il metodo, che mira al racconto e al disvelamento dei processi, e quello del questionario/intervista con sette domande fisse cui se ne potranno aggiungere altre formulate ad hoc. Domande e progetti interessanti si possono suggerire scrivendo a lineetrasversali@gmail.com

IL TITOLO DEL PROGETTO?
Capri Trendwaching Festival.

CHI SEI?
Ho una formazione da designer strategico, perché mi sano laureata al Politecnico di Milano, ma mi definisco una ricercatrice. Da quasi dieci anni mi occupo di Trendwatching, una metodologia di ricerca iperqualitativa di matrice etnografica, capace di intercettare prima che diventino fenomeni di massa quei comportamenti, quegli stili, quelle istanze che domani influenzeranno il nostro immaginario sociale e impatteranno sulle nostre scelte di consumo.ddnFree In questo senso ha avuto da subito un grande maestro: Fulvio Carmagnola, filosofo e docente di Estetica all’Università di Milano Bicocca, tra i primi a occuparsi in Italia di questa metodologia. Nel 2001, con Patrizia Martello e Alessia Zampano abbiamo costituito Memi, un laboratorio di Trendwatching che d occupa di rilevare le discontinuità del gusto e le tendenze espressive emergenti nell’immaginaria contemporanea a livello internazionale. Attualmente Memi è parte dell’istituto di ricerca e consulenza strategica GPF, fondato dal sociologo Giampaolo Fabris. Da alcuni anni ho inoltre il piacere di insegnare Sociologia dei consumi & Trendwatching e Contemporary Design Trends presso l’istituto Marangoni, e di utilizzare correntemente il Trendwatching per fare consulenza di marketing e di comunicazione e a supporto dei processi di innovazione di alcune primarie aziende italiane, Infine quest’anno ho accolto con grande entusiasmo l’invito da parte della Fondazione Capri di occuparmi della direzione artistica della prima edizione del Capri Trendwatching Festival che si è svolto nella straordinaria cornice dell’isola di Capri tra il 15 e il 18 ottobre scorsi.

IN COSA CONSISTE?
Il Capri Trendwatching Festival, promossa dalla Regione Campania e dalla Fondazione Capri, è scaturito da un progetto di ricerca, l’osservatorio internazionale Tomorrow Now, finalizzata a indagare come stanno evolvendo i lifestyle contemporanei. L’osservatorio si è basato sulle segnalazioni di una rete internazionale di “osservatori” (“urbanwatchers”) che hanno condotto una ricerca nel campo in ventuno città chiave del mondo che rappresentano luoghi di incubazione di stili di vita avanzati. Durante il Festival è stata presentata una mappatura multimediale dei risultati, che ha fatto da filo rosso e spunto di riflessione durante i i vari incontri con autorevoli esponenti del panorama culturale nazionale e internazionale: dalla trend forecaster Li Edelkoort allo scrittore di fantascienza Bruce Sterling, dai fashion designer avantgarde Walter Van Beirendonck all’architetto Mario Cucinella per arrivare all’antropologo della streetstyle Ted Polhemus e al guru della Freeconomy, nonché Direttore di Wired Usa, Chris Anderson.

GUANTO TEMPO CI HAI MESSO?
La conduzione dell’Osservatorio Tomorrow Now, che comprende l’attivazione della rete di urbanwatchers così come la fase di elaborazione, selezione e rappresentazione dei risultati, è iniziala a luglio e si è conclusa all’inizio di ottobre, li Festival vero e proprio è durato invece tre giorni.

QUALI DIFFICOLTÀ HAI DOVUTO SUPERARE?
Qualsiasi prima edizione di un festival rappresenta un’incognita assoluta in termini di affluenza e riscontro. Ma dalla nostra avevamo due carte vincenti che hanno dato sostanza e credibilità all’evento, ovvero: l’autorevolezza degli ospiti che sono intervenuti e la stessa Capri, da sempre luogo di sperimentazione intellettuale che, lungi dall’autorefenzialità tipica delle isole, attraverso questo Festival ha riaffermato la sua vocazione di snodo glocal capace di narrare, virtuosamente in risonanza con il cuore pulsante di altri 21 “hot spot” del mondo.

CHI TI HA AIUTATO?
Nella conduzione dei progetto di ricerca ho potuto fare affidamento su un network di brillanti etnografi, molti dei quali sono poi intervenuti in loco. Nella realizzazione del Festival è stato invece di fondamentale importanza il contributo delle Istituzioni locali e in particolare della Fondazione Capri, che costituita nel marzo 2009, si propone come obiettivi non solo la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico del territorio, rea anche la diffusione della cultura sull’isola. Mi fa anche particolarmente piacere ricordare che l’evento è valso come credito formativo per i ragazzi degli istituti superiori di Capri, per l’Università Federico II e per L’Accademia di Belle Arti di Napoli.

COSA HAI IMPARATO?
Il futuro non è qualcosa che succede tutto in una volta e improvvisa¬mente ci sorprende. Segni di futuro sono disseminati intorno a noi. E a noi sia il compito di imparare a riconoscerli, decodificarli, iscriverli in un percorso di senso e, perché no, volgerli a nostro vantaggio. Se dovessi tentate un’impresa ardua e dare una definizione di futuro, direi che è una forma di costruzione sociale che si pratica a partire dall’interpretazione del presente. Durante il Festival, abbiamo imparato a riconoscere i segnali di un Futuro che è già presente e insieme ne abbiamo commentato le implicazioni a livello sociale, estetico.

* Lorenzo Palmieri è Musicista e Designer. Si occupa di progettazione, attivo nel campo del design, dell’architettura, dell’insegna¬mento, della composizione e produzione musicale.

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