Ecologia e risparmio così lo stile si fa verde

Affari e finanza

26 ottobre 2009 – È il nuovo trend della moda. Ma anche del design e dell’arte. Seieri la priorità era il lusso a cinque stelle, ora l’importante è non inquinare. Il new life style ci vuole tutti più ecologici, innamorati dell’arte, del design e della moda.

Affari & FinanzaAttenti al glamour ma capaci di risparmiare. Viaggiatori ma intelligenti. Quello che un tempo sembrava impossibile ora si fonde in un solo valore che, i geniali stilisti di Custo Barcellona, hanno riassunto in una crasi lowxury. La perfetta fusione tra lusso e low cost. E di lowxury, pensiero verde e “Daily Aesthetics” (gusto per l’estetica) si è parlato recentemente a Capri in occasione del Capri Trendwatching Festival, il primo osservatorio internazionale sugli stili di vita del futuro organizzato dalla Fondazione Capri. Per chi guarda al domani con speranza ci sono buone notizie. Il pensiero verde sempre più si diffonde nei gruppi sociali e guida stili di vita e scelte di consumo all’insegna di una nuova frugalità sostenibile e smart. Dal down shiffting, scegliere di lavorare meno e guadagna re meno per avere più tempo libero, si rivalutano pratichi, antiche come il baratto (il fenomeno dello swapping nato per scambiarsi gli abiti e poi esteso a tutti i consumi), il riciclo creativo e in chiave glamour e l’autoproduzione domestica ed energetica (dalla macchina per fare il pane alla pala eolica da appartamento ideata da Philippe Starck), il giardino o il balcone di casa sono riconvertiti in spazi dove provvede re in autonomia al proprio bisogno alimentare. Nascono, insomma, sistemi e oggetti domestici di coltivazione indoor.

Trai sostenitori del concetto a che la natura deve ritornare a far parte delle nostre vite c’è Marco Roveda, eco imprenditore fondatore di Fattoria Scaldatole (prima) e del circuito LifeGate (poi). Lui, che vive nel primo parco fotovoltaico ad inseguimento solare d’Italia alle porte di Como, sembra ottimista: «Ci sarà un nuovo modo d’interpretare le mode e di far parte delle belle persone, l’asse socioeconomico sta per essere sostituito da un asse consapevole e stiamo entrando in un epoca in cui il “fico” è anche una persona di valore». Roveda ha introdotto sul mercato, oltre ad una radio, un magazine e un portale internet, anche l’ecojeans in cotone bio e tinto con puro indaco. «Il nuovo fashion si basa su un prodotto perfetto, bello, di qualità ma anche sano ed etico. Oggi, per avere successo, un oggetto deve corrispondere a questa scala di valori perché il35% delle persone hanno già cambiato il loro stile di vita verso valori più sostenibili e la crescita di altri “illuminati” è del 3% annuo. Insomma, per le aziende adeguarsi nei modi di produrre e di fare fashion è una necessità».

Dello stesso parere l’architetto Mario Cucinella. Fondatore della Mca, società con una forte esperienza nel campo della ricerca e della progettazione architettonica, Cucinella invita a stare con i piedi per terra: «Non bisogna dimenticare che la tecnica del costruire è legata alle norme. Io, pur non amando la burocrazia, devo ammettere che se non si creano le norme si rischia di non andare avanti. Trovo assurdo progettare un edificio con un orto sul tetto e riconoscerlo come green, ci vuole qualcosa di più». Secondo Cucinella, come è avvenuto per i prodotti alimentari, la certificazione serve anche per gli edifici. Sicuramente “certificatissimi” sono il suo Centre far Sustainable Energy Technologies, realizzato a Ningbo in Cina. Si tratta di un centro per lo sviluppo delle tecnologie per l’energia rinnovabile. Ma anche il Sino Italian Ecological Bulding a Pechino e la nuova sede del comune di Bologna. Cucinella ha poi realizzato un progetto che potrebbe cambiare il modo di vivere la casa: un’abitazione da 100 metri quadri a zero emissioni di Co2, a basso costo (100 mila euro) e a basso impatto.

Sotto la metà del cielo che punta al green ci sono anche gli ostelli low cost progettati dall’architetto olandese Piet Blom, i design cube pensati per esporre in città le opere degli artisti, le creazioni dei Bokja design che rivestono oggetti comuni con materiali recuperati nel mondo, le creazioni del design di Anversa Walter Van Beirendock. E anche l’arte cambia l’approccio verso l’esterno. Gli artisti di oggi sono, per il pubblico, quello che erano le pop star negli anni 70. La qualità formale, applicata ad ogni oggetto, è l’elemento positivo che ha portato il mondo del design e dell’architettura ad essere riscoperti dal basso e non più limitati ai soli addetti ai lavori. Secondo Elena Marinoni, Curatrice dell’Osservatorio di Trendwatching “Tomorrownow” (che raduna una rete internazionali di urban-watchers spalmati su 21 città): «La vera rivoluzione per la moda, prima ancora del green, è stata quella del low cost. Marchi come Zara ed H&M hanno permesso di vivere il dress fiction (il sogno) ad una cifra abbordabile. Quando si ha la percezione di poter interpretare i personaggi che si vuole con pochi euro non si torna più indietro e la prova sta nel fatto che, sempre più, i grandi stilisti si uniscono in matrimonio con le marche economiche». In questo nuovo mondo l’arte diventa aspirazionale e crea status come un tempo succedeva con il lusso più effimero. «Siamo in cerca di nuovi idoli per sognare», conclude la Marinoni, «e in tal senso gli artisti e i designer, specialmente quelli in grado di risolvere problemi, sono in cima alla piramide».

Irene Scalise

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