Lo sguardo di Mimmo Jodice

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La visione del mare come luogo del vuoto e del silenzio unita al persistere del passato nel presente, attraverso frammenti di corpi e volti della classicità, resti dell’antica civiltà del Mediterraneo: temi che si intrecciano nello sguardo di uno dei maestri della fotografia, Mimmo Jodice.

Ed è proprio il Mediterraneo – per l’artista luogo sentimentale e mentale – a essere celebrato in una mostra organizzata dalla Fondazione Capri in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, che inaugura il 20 giugno nella splendida cornice della poshCertosa San Giacomo di Capri: Figure del mare, questo il titolo scelto per l’esposizione curata dalla direttrice del Museo Roberta Valtorta, in cui si osservano non solo la plasticità di quei volti restituiti dall’acqua, bensì anche il fascino del mare come vera e propria figura che appartiene alle visioni di Jodice. Un fotografo che non ha mai percepito la sua passione come elemento descrittivo o documentarista, ma sostenitore di un tipo di immagine carica di memoria ed espressione. Attento alle sperimentazioni e ai possibili linguaggi della fotografia, Mimmo Jodice indaga molteplici universi: dalle ricerche di tipo antropologico sviluppate negli anni Sessanta alle città come contenitore metafisico negli anni Ottanta dove il paesaggio diventa sogno e memoria, fino agli anni Novanta intrisi di figure archetipiche della cultura mediterranea, alla ricerca delle nostre origini. Un percorso che si discosta dal reportage tradizionale, focalizzando la sua attenzione più allo scenario e alle gestualità che a eventi precisi. Figure del Mare vuole essere un viaggio nell’intima visione di Mimmo Jodice, raccogliendo la riflessione più profonda e più recente dell’artista dove il Mediterraneo diventa protagonista di un racconto.

Anna Casotti

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