Frammenti dal Mediterraneo

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Estate 2010 – Dai reportage agli scatti di denuncia, dall’impegno sociale alle suggestioni veicolate dal mare nostrum. Gli scatti di Mimmo Jodice, maestro della fotografia contemporanea, approdano sull’Isola Azzurra nella mostra Figure dal Mare alla Certosa di San Giacomo. Il percorso per immagini (20 giugno – 30 agosto) svela il legame profondo tra foto ed emozione che aveva caratterizzato le irrequiete ricerche degli esordi dell’artista.

Capri deluxeClick, si scatta. Dopo Roma e Parigi anche Capri rende omaggio ai cinquant’anni di carriera di Mimmo Jodice, fotografo di avanguardia fin dagli anni Sessanta, attento alle sperimentazioni e alle possibilità espressive del linguaggio fotografico, ma anche protagonista instancabile nel dibattito culturale che ha portato alla crescita e all’affermazione della fotografia italiana anche in campo internazionale.

Negli anni Settanta la fotografia diventa strumento essenziale per il suo impegno sociale, denuncia e creatività: ecco i due punti fermi del lavoro di Jodice. Negli anni Ottanta le figure e le storie degli uomini escono di scena e nelle fotografie resta soltanto la città vuota, come metafisico contenitore, il paesaggio diventa memoria e sogno. Ma è nei Novanta che il suo lavoro si orienta verso uno studio approfondito delle impronte del passato sul presente e delle radici lontane della cultura mediterranea. Il presente diventa spessore di cose passate, il paesaggio diviene luogo della memoria e tutto il suo lavoro tende verso la ricerca delle origini.

Soffia una fresca brezza marina nelle Stanze del Priore della Certosa di San Giacomo dove il 20 giugno inaugura “Figure dal Mare” l’allestimento, realizzato in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, curato da Roberta Valtorta. Il mare e le sue suggestioni, quel Mediterraneo che per Jodice è ventre, laboratorio di storia e di cultura, ma anche luogo sentimentale e mentale che gli permette di portare a piena espressione, nella stagione della maturità, la coincidenza tra immagine ed emozione che aveva caratterizzato le irrequiete ricerche dei suoi esordi.

L’allestimento raccoglie la riflessione più profonda e più recente dell’artista, nella quale si intrecciano due grandi temi: la visione del mare come luogo del vuoto, dell’assenza di paesaggio, del silenzio, della sospensione temporale come risposta al caos della vita contemporanea. La persistenza del passato nel presente è un’altra caratteristica portante dell’opera di Jodice che si concretizza nella rappresentazione di frammenti di corpi e di volti di sculture della classicità. Sono i resti dell’antica civiltà del Mediterraneo che il mare stesso si è incaricato di conservare, rimodellare e infine restituirci. L’esposizione chiude i battenti il 30 agosto.

Lucrezia Maria Fraioli

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