Il mare in mostra

Albatros

Luglio 2010 – Nell’ambito delle mostre dedicate ai grandi artisti della fotografia, la Fondazione Capri ha inaugurato con successo lo scorso 10 luglio, nella splendida cornice della Certosa dell’isola azzurra, la mostra di Mimmo Jodice “Figure del mare”.

albatrosLa personale, curata da Roberta Valtorta, sarà visitabile fino al 4 settembre e va a celebrare uno dei maestri della fotografia italiana contemporanea, la cui opera è riconosciuta a livello nazionale e internazionale. Dalle prime sperimentazioni sui codici, le tecniche, i concetti della fotografia, alle indagini sui mali sociali di Napoli e del Sud dell’Italia; dal lungo lavoro sulla complessità del paesaggio contemporaneo e sulle grandi città di molte parti del mondo, all’approfondimento del tema dell’archeologia, dell’arte antica, della cultura del Mediterraneo, fino alla narrazione del mare come luogo assoluto, la sua opera vasta e intensa attraversa più di quattro decenni: queste solo alcune delle tematiche sviluppate dall’artista partenopeo che con le quaranta opere esposte, grazie anche alla collaborazione del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, raccoglie la sua riflessione più profonda e recente.

In questa due grandi weltanschauung si intrecciano: la visione del mare come luogo del vuoto, dell’assenza di paesaggio, del silenzio, della sospensione temporale come risposta al caos della vita contemporanea; e la persistenza del passato nel presente, attraverso la rappresentazione di frammenti di corpi e di volti di sculture della classicità, resti dell’antica civiltà del Mediterraneo che il mare stesso si è incaricato di conservare, rimodellare e infine restituirci. Il Mediterraneo, ventre e laboratorio di storia e di cultura, è per Jodice un luogo sentimentale e mentale che gli permette di portare a piena espressione, nella stagione della maturità, la coincidenza tra immagine ed emozione che aveva caratterizzato le irrequiete ricerche dei suoi esordi.

Il titolo della mostra, quindi, indica non solo la plasticità di questi antichi volti e corpi restituiti dall’acqua, ma anche il mare stesso come vera e propria figura che appartiene profondamente al pensiero e alla visionarietà di Jodice, artista lontano da un’idea di fotografia come strumento descrittivo e documentario e invece da sempre sostenitore di un tipo di immagine carica di memoria, ricca delle molte forme dell’arte, orientata verso un sentimento metafisico della realtà visibile.

Carmen Ragosta

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