La danza torna alla Certosa di San Giacomo

Roma

22 agosto 2010 – Torna sull’isola azzurra “Abitare la bellezza”: la danza contemporanea è di scena alla Certosa di San Giacomo. Mercoledì e giovedì appuntamento con il festival curato da Gigi Cristoforetti ed organizzato dalla Fondazione Capri presieduta da Gianfranco Morgano.

Si tratta della terza manifestazione promossa durante l’estate dalla Fondazione Capri, l’istituzione che raggruppa gli imprenditori capresi e i due comuni dell’isola. Riflettori accesi sulla Certosa, dunque, con la seconda edizione del festival che si propone di valorizzare l’immagine di Capri come isola legata alla presentazione di una produzione artistica di elevato valore internazionale. È stata privilegiata la danza, hanno sottolineato i promotori, perché è un linguaggio internazionale e perfettamente adatto ad una platea cosmopolita e coltivata sul piano dell’immagine. È previsto un doppio appuntamento a sera, alle 21 e alle 22,30. “Notturno circense” è il titolo delle due serate e si snoda lungo un percorso che chiede al pubblico di spostarsi, all’interno della splendida Certosa.

Tre compagnie (Toron Blues, O Ultimo momento e il duo Mika Lafforgue-Sophian Perez) e sei artisti impegnati in performance che mescolano il virtuosismo del circo e l’eleganza della danza. Si inizia con “Rouge”, un numero aereo, con la fune che ci porta ad alzare lo sguardo, ad ammirare la tecnica di due ragazze dalla potenza atletica capace di mescolarsi con la grazia. Un gioco, un rapporto a due, un momento di pura invenzione per due giovani artiste (Elsa Caillat e Clémentine Lamouret) che sono agli inizi della carriera. Quindi “Perpete”, protagonista un duo spiritoso e sorprendente, Mika Lafforgue e Sophia Perez, accompagnato dalla musica dal vivo di Tom Neal: il virtuosismo dei due acrobati è prima quasi celato dalla struttura (una specie di manichino gigante) e poi diviene via via sempre più importante.

Joao Paulo Pereira dos Santos, il più bravo interprete alla pertica in circolazione, chiude la serata con “Voar”. La pertica è uno strumento straordinario ed emblematico, che mette alla prova sul piano fisico, ma che può laureare come grandi soltanto gli artisti capaci di essere anche interpreti, di affiancare un po’ di ironia al virtuosismo che toglie il respiro.

Giuseppe Catuogno

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