Capri, terra di Trendwatching

Corriere del Mezzogiorno

28 aprile 2011 – «A citazione del teatro di Shakespeare la seconda edizione del Festival Trendwatching, promosso dalla Fondazione Capri e di scena sull’isola azzurra da domani (apertura dei lavori ore 15) al 1 maggio. Una tre giorni che, curata da Elena Marinoni, chiama a raccordo esperti e studiosi per interrogarsi, e tentare di rispondere, a quesiti sulla notte dei nostri tempi e sugli scenari futuri (il programma completo è su www.capritrendwatchingfestival.net).

corriere del mezzogiornoAl Grand Hotel Quisisana, in particolare, si abbozzerà la mappatura dei fenomeni che, in tempi di crisi, stanno riconfigurando il rapporto tra consumo e produzione, nonché i paesaggi instabili «della nuova economia del simbolico». «Se è vero che il 2011 sarà l’anno di una ripresa timida ma quanto mai auspicata, è importante capire come cambiano le società, i comportamenti di consumo e il modo di fare impresa, certo, ma anche gli immaginari delle persone», spiega Tonino Cacace, presidente con Gianfranco Morgano della Fondazione Capri, finalizzata dal 2009, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio nonché alla diffusione della cultura sul territorio caprese. Se la parola chiave del consumo contemporaneo sembra essere «sobrietà», scelta o imposta – accanto a nuove forme evolute di associazionismo, dovuta anche ai social network – il lusso, dal canto suo, non accenna a passare di moda. «Quest’ultimo, tutt’altro che strillato o ostentato, diventa però “understatement”», ricorda Cacace, patron del Capri Palace Hotel di Anacapri e membro del comitato esecutivo della Fondazione Altagamma, che riunisce oltre sessanta aziende a cinque stelle, dalla moda al design fino al settore alimentare e all’hôtellerie. Tutti segmenti nel mirino del trendwatching, strumento di ricerca di matrice etnografica volto ad intercettare, prima che diventino fenomeni di massa, le evoluzioni – o come direbbe Gillo DorfIes, fra gli ospiti della kermesse, la «oscillazioni» del gusto e del costume.

Un argomento interdisciplinare e dai confini tutt’altro che fissi che, messo al servizio del marketing, pervade campi plurimi, dall’architettura ai consumi culturali. Obiettivo degli «Urbanwatchers», ovvero professionisti e creativi che, arroccati nelle principali città europee osservano i comportamenti e tengono a battesimo nuovi stili di vita, diventa così l’elemento di novità. E, i risultati emersi dalla ricerca sul campo dell’osservatorio internazionale «Tomorrow Now», verranno proiettati sotto forma di contributi audio/video nell’ambito del Festival. Dal crowdsourcing alle nuove frontiere della produzione cooperativa, il Festival ospiterà lectures di protagonisti del panorama internazionale: dalle superstar del design Ross Lovegrove e Konstantin Grdc a Jodi Turner di Culture ofFuture, autorità nel campo della previsioni strategiche di marketing; dall’etnologo francese Marc Augé a Gillo Dorfles che parlerà di «estetica della crisi».

E ancora ci saranno il critico di design Vanni Pasca, il sociologo Alberto Abruzzese, il regista Dario D’Incerti, il geografo Franco Farinelli, l’antropologo Franco La Ceda, il giornalista Carlo Ducci Features Director di Vogue italia, l’autore di Wikicrazia Alberto Cottica, Maurizio Decina, massimo esperto italiano nell’ambito delle Information Communication Technologies, Fabrizio Valente di Kiki Lab, laboratorio internazionale a 360 o sulle tendenze emergenti in ambito retail e Massimo Micucci, presidente Reti Spa.

Fuani Marino

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