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18 agosto 2009 – Wilhelm von Gloeden, il grande fotografo tedesco fra ‘800 e ‘900, amava i travestimenti, il camuffamento, il make-up della realtà. Il fascino del Sud (Italia, Grecia), ma anche del vicino Oriente o dell’Africa mediterranea, trasforma l’uomo «civilizzato» in un sileno ebro, in un predone arabo in atteggiamento lezioso. In un suo autoritratto degli anni italiani von Gloeden sembra Lawrence d’Arabia, e con quel tanto di teatrale, di inautentico, che il rispecchiamento in pose esotiche comporta. Nel 1878, a ventidue anni, il fotografo scopre il fascinodi Taormina.


Le foto della Fondazione Capri