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	<title>Fondazione Capri &#187; Il Mattino</title>
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	<description>Tutelare, promuovere e valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale dell'isola di Capri</description>
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		<title>Arte e cultura in piazzetta, ecco il Grand Tour di Capri</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 09:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Il Mattino]]></category>

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		<description><![CDATA[
13 luglio 2010 &#8211; L’estate caprese 2010 è nata sotto il segno dell’arte, della cultura, della musica e del teatro. E a mettere in piedi un cartellone di tutto rispetto dal titolo emblematico «Grand Tour» è stato proprio il Comune, in collaborazione con le associazioni culturali e ambientalistiche dell’isola.
Leggi l&#8217;articolo sul sito de Il Mattino
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-499" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/il_mattino_napoli2.png" alt="Il Mattino" width="170" height="23" /><br />
<strong>13 luglio 2010</strong> &#8211; L’estate caprese 2010 è nata sotto il segno dell’arte, della cultura, della musica e del teatro. E a mettere in piedi un cartellone di tutto rispetto dal titolo emblematico «Grand Tour» è stato proprio il Comune, in collaborazione con le associazioni culturali e ambientalistiche dell’isola.</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo sul sito de <strong><a href="http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=110456&amp;sez=ESTATE">Il Mattino</a></strong></p>
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		<title>Il viaggio di Jodice nei segni del mare</title>
		<link>http://www.fondazionecapri.org/2010/07/13/il-viaggio-di-jodice-nei-segni-del-mare/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 10:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Il Mattino]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla Certosa di Capri gli scatti che documentano la forza simbolica del Mediterraneo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-499" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/il_mattino_napoli2.png" alt="Il Mattino" width="170" height="23" /></p>
<p><strong>11 luglio 2010</strong> &#8211; Il mare come soggetto, come centro di civiltà, luogo di scambi. Di commercio, ma anche, e soprattutto, di culture. Il mare che unisce e che divide, come l’onda che va e che viene. Il mare che custodisce testimonianze d’arte, statue finite negli abissi (i Bronzi di Riace, ma anche tanto altro).</p>
<p><span id="more-2823"></span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2824" style="margin-right: 10px;" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2010/07/il-mattino-jodice.jpg" alt="il-mattino-jodice" width="200" height="208" align="left" />Il mare, questo mare, è al centro della mostra di Mimmo Jodice che si è inaugurata ieri sera a Capri, negli spazi maestosi della Certosa di San Giacomo (nelle Stanze del Priore, fino al 4 settembre). «Figure del mare» è il titolo. L’esposizione è stata anche l’occasione per celebrare l’artista che in questa prima metà dell’anno è stato protagonista di mostre a Roma (al Palazzo delle Esposizioni: oggi l’ultimo giorno) e a Parigi (due: alla Maison européenne de la photo e all’Istituto italiano di Cultura). La mostra che si aperta ieri è stata promossa dalla Fondazione Capri, in collaborazione con il Museo della Fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo, ed è curata da Roberta Valtorta, che ne è la direttrice. Sono 48 opere che parlano di vuoti, di silenzi, di assenza del paesaggio, ma estremamente esemplicative di un discorso che è storico, artistico, ma anche umano. Tra gli scatti tra i più suggestivi, la faccia porosa del «Compagno di Ulisse», quasi un volto di spugna (la statua, del I secolo dopo Cristo, è conservata al Museo di Baia), emblematica del fascino che emana il lavoro dell’artista, la cui ricerca fonda sullo studio, sull’attenzione al dettaglio, sulla ispirazione che nasce dall’emozione: perdersi a guardare è il suo «credo» umano e nel contempo artistico, e perdendosi a guardare Jodice ha creato scatti apprezzati a livello internazionale da pubblico e critica, indagando contesti tra i più vari. E già noti.</p>
<p>In questo contesto larga parte del lavoro di Jodice ci rende una visione dei Campi Flegrei, di Cuma, Baia, Bacoli, di Puteoli, un territorio ricchissimo di testimonianze archeologiche, della cui restituzione all’ammirazione del pubblico l’artista fu tra i primi a dare conto, facendone oggetto della sua ricerca in quasi cinquant’anni di attività. Ma è il Mediterraneo nel suo complesso a essere rappresentato, oltre alla «pagina» napoletana e flegrea, dagli scatti in mostra a Capri: Siracusa, la Turchia, la Libia di Leptis Magna, la Grecia e la Magna Grecia, la Tunisia, e così via. Un Mediterraneo riproposto come laboratorio di grande storia e cultura, per una riflessione che l’artista fa sui temi del vuoto e del silenzio: «È &#8211; dice &#8211; come una sospensione temporale in risposta al caos, una persistenza del passato nel presente attraverso la rappresentazione di frammenti di corpi, volti, sculture della classicità».</p>
<p>Il Mediterraneo è per Jodice uno dei temi di una ricerca che da anni indaga sulle ragioni, sui segni, sulle emozioni di una storia comune che lega in particolare le culture del «Mare nostrum»: un viaggio che dura da tempo (1986) e che si è alternato e nello stesso tempo accomunato agli altri temi portanti del lavoro dell’artista (la ricerca sociale, il teatro e le tradizioni popolari, la monumentalità, il cogliere l’essenza stessa di città e Paesi attraverso la particolare lettura delle preesistenze architettoniche e del disegno urbanistico): «Il Mediterraneo &#8211; spiega ancora Jodice &#8211; è per me un luogo sentimentale e mentale, in questa esposizione desidero mostrare, e spero di aver raggiunto una piena coincidenza tra immagine ed emozione, quel quid che è alla base del mio lavoro».</p>
<p>Mare e figure del mare, statue e oggetti che ci parlano di antico, quindi di memoria: in questa mostra, come del resto in tutta la produzione artistica di Jodice &#8211; come mette in risalto nel catalogo Roberta Valtorta – la foto è vista non come puro strumento ed elemento descrittivo e documentario, ma immagine carica di memoria, ricca delle molte forme dell’arte, orientata verso un sentimento metafisico della realtà visibile. Figure del mare, frammenti di memoria, simboli e suggestioni che riemergono dagli abissi non solo delle acque, ma anche dal profondo dell’ anima per una riflessione sul tempo attuale, sul caos dei giorni nostri.</p>
<p><strong>Pasquale Esposito</strong></p>
<p><strong><a title="Il PDF originale dell'articolo" href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2010/07/Il_Mattino_20100711_L.pdf" target="_blank">Scarica il PDF originale dell&#8217;articolo</a> </strong>(416 Kb)<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Mode, trend e futuro la capitale è Capri</title>
		<link>http://www.fondazionecapri.org/2009/06/16/mode-trend-e-futuro-la-capitale-e-capri/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 14:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Il Mattino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il convegno mondiale degli osservatori delle tendenze umane]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-499" title="Il Mattino" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/il_mattino_napoli2.png" alt="Il Mattino" width="170" height="23" /></p>
<p><strong>14 ottobre 2009</strong> &#8211; Coniugare il mondo al futuro, di solito, è roba per poeti, sognatori e visionari. Ma la scienza è invadente, capace di inventare addirittura una rete mondiale di osservatori che studiano mode e tendenze e, manco a dirlo, provano ad anticipare il futuro. I trendwatcher (in italiano sarebbero gli osservatori di tendenze) si sono dati appuntamento a Capri per il primo Festival internazionale del futuro. Da domani al 17 ottobre gli osservatori metteranno a confronto i loro rapporti e scommetteranno sugli anni a venire.</p>
<p><span id="more-2070"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2071" style="margin-right: 10px;" title="Il Mattino" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/10/il-mattino-ott-2009.jpg" alt="Il Mattino" width="200" height="282" align="left" />Cosa ci aspetta domani? Saremo un po’ più «Supergreen», ovvero ricchi di coscienza ambientalista, con il concetto di sostenibilità che starebbe ridefinendo i comportamenti e gli stili di vita. Ma ci sarà anche un ritorno al bello, all’estetica applicata alle piccole cose. Saremo, cioè, condizionati dalla contaminazione sempre più frequente tra arte, fashion, design e merci. Gli oggetti del quotidiano diventeranno più carini, alzi la mano chi non ne sarà contento. Eppoi ci sarà una riscoperta delle città. Basta fughe in casolari e masserie: la tendenza sarà quella dell’Urban Signs. Quella che gli esperti definiscono come l’insieme di «segni e comportamenti creativi di fruizione attiva delle città che stanno risignificando gli spazi urbani quali nuovi luoghi di espressione sociale». In pratica si tornerà nelle città e si cercherà di adattare gli spazi alle reali esigenze di tutti i giorni. Basta con il predominio degli urbanisti, domani vorremo città utili e non solo belle. Per capire dove andremo gli osservatoritengono sotto controllo 21 cittàchiave del mondo: Amsterdam, Anversa, Banga lore, Beijing, Beirut, Berlino, Bogota, Buenos Aires, Londra, Johannesburg, Madrid, Milano, Mosca, Napoli, New York, Parigi, Santiago del Cile, Seoul, Shanghai, Stoccolma, Tokyo. Due le città italiane (appunto Napoli e Milano) ognuna individuata per una specificità.</p>
<p>Ma le letture del mondo possono essere diverse e, per questo, gli osservatori provengono da diversi settori. Intorno al tavolo si ritroveranno imprenditori, architetti, fashion designer, artisti, intellettuali. Dalla guru delle tendenze Li Edelkoort allo scrittore di fantascienza Bruce Sterling, dallo stilista avantgarde Walter Van Beirendonck all’imprenditore etico Marco Roveda, dall’architetto impegnato sul fronte della sostenibilità Mario Cucinella al fotografo e regista Francesco Jodice, per arrivare all’antropologo dello streetstyle Ted Polhemus. Apertura dei lavori affidata al ministro del Turismo, Maria Vittoria Brambilla. E perché proprio Capri? «E il luogo per eccellenza della riflessione colta ed erudita  spiegano gli organizzatori  spazio dell’immaginazione e della progettazione intellettuale, sarà l’ideale punto di incontro per tutti coloro che vorranno discutere del presente per delineare i contorni del futuro prossimo». Patrocinato dalla Fondazione Capri, il Festival (ospitato alla Certosa di San Giacomo) quest’anno sarà dedicato alle tendenze emergenti negli stili di vita con una mappatura delle mode prossime venture. Un evento fortemento voluto dalla Fondazione che, costituita nel marzo 2009, ha come fondatori, imprenditori, albergatori, commercianti e professionisti di Capri ed Anacapri, presieduti da Gianfranco Morgano e da Antonio Cacace.</p>
<p><strong>Il poeta<br />
GIACOMO LEOPARDI</strong><br />
«Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?». La domanda del Passeggere al Venditore d’Almanacchi è una speranza di futuro. Il sabato che il villaggio vuole vivere con gioia.</p>
<p><strong>Lo scrittore<br />
GEORGE ORWELL</strong><br />
II padre del «Grande fratello» ma anche l’ideatore della «Fattoria degli animali» dove il maiale inventa la regola: «Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri». Intuizioni per un futuro che vorremmo lontano ma che sentiamo incombere.</p>
<p><strong>Lo scienziato<br />
ISAC ASIMOV</strong><br />
Biochimico nato in Russia e divenuto celebre negli Stati Uniti. Isac Asimov ha scritto le celebri «Cronache del futuro» e teorizzata le tre leggi della robotica. All’epoca si disse che era fantascienza, oggi sono alla base delle regole della cibernetica. Profetico.</p>
<p><strong>L’artista<br />
LEONARDO DA VINCI</strong><br />
Inventare l’elicottero e il paracadute senza neppure sapere che gli uomini, un giorno, li avrebbero battezzati in sua vece. Pittore, letterato, scultore, architetto, scienziato. In tutto Leonardo da Vinci è stato spinto dalla curiosità, la molla che lancia verso il futuro.</p>
<p><strong>Il libro<br />
DALLA TERRA ALLA LUNA</strong><br />
Un razzo lanciato dalla Terra alla Luna. Immaginarlo nel 1865 (104 anni prima che avvenisse davvero) è nel genio di Giulio Verne.</p>
<p><strong>Il film<br />
BLADE  RUNNER</strong><br />
«Cose che gli umani non potrebbero nemmeno immaginare». II cupo futuro raccontato da Ridley Scott e Philip K. Dick</p>
<p><strong>La canzone<br />
LA BALLATA DELLA  MODA</strong><br />
Anni ‘60: Luigi Tenco cantava dei condizionamenti che ognuno di noi subisce dagli spot. Attualità vecchia di cinquant’anni.</p>
<h3>L’intervista</h3>
<p><strong>«Studiando Napoli scopriremo le città del domani»<br />
La sociologa Marinoni: in Campania l’intero territorio diventa narrazione</strong></p>
<p>L’IMMAGINE ufficiale del Capri Trendwatching Festival la ritrae circondata da pupazzetti colorati (dai Sette nani a Tigro) che farebbero la gioia di qualunque bimbo. Elena Marinoni, docente di Sociologia dei consumi, è la curatrice della rete degli osservatori «Tomorrow now».<br />
<strong>Scusi ma i pupazzetti?</strong><br />
«Il riflesso di una tendenza che ho colto qualche anno fa. Sono una collezionista di questi che ormai sono divenuti oggetti di culto. Proprio come quelli che studiamo».<br />
<strong>Chi sono i trendwatcher?</strong><br />
«Rappresentanti di diverse categorie professionali che inseriti nella vita vera delle loro città, cercano di decodificare i messaggi, spesso complessi, che ogni giorno vengono proposti. In base alle loro rilevazioni si individuano le tendenze che troveremo nel futuro».<br />
<strong>Dove avvengono le ricerche?</strong><br />
«Abbiamo individuato 21 città campione. Ognuna ha una sua specificità e la capacità di anticipare o recepire prima degli altri una novità. Anversa è, ad esempio, capitale indiscussa della moda; Bangalore città fondamentale per capire come evolveranno le nuove tecnologie; le realtà del Nord Europa dettano il trend per l’urbanistica».<br />
<strong>E Napoli?</strong><br />
«Città di grandissima vitalità, fondamentale per capire come evolveranno alcuni stili di vita».<br />
<strong>Cioè?</strong><br />
«Napoli è la città che meglio di tutte esprime alcuni concetti della &#8220;Urban signs&#8221;, i segnali che ognuno di noi lascia nelle città. C’è un uso creativo della fruizione degli spazi pubblici, una riconversione e una riappropriazione che rendono la città una vera e propria narrazione. Napoli in questo detta una tendenza tutta da scoprire».<br />
<strong>Ma, concretamente, come si svolge l’attività di un osservatore?</strong><br />
«Ci sono due livelli. La prima è la fase di desk. Attraverso giornali, riviste, siti, blog e tutto quello che è informazione si individuano filoni di studio. Poi ci sono i rapporti che arrivano da tutto il mondo. Gli osservatori verificano come vive la gente, cosa consumano, come si rapportano tra di loro e con l’ambiente. L’importante è che si legga sempre la vita vera».<br />
<strong>A medio termine che trendci riserverà il futuro?</strong><br />
«Ci sono tre aspetti che focalizzeremo a Capri. In primo luogo la diffusione del &#8220;pensiero verde&#8221; e il concetto di sostenibilità che sta ridefinendo alcuni stili di vita; poi c’è quello che noi abbiamo ribattezzato &#8220;Daily aesthetics&#8221;, il gusto e l’estetica che diventano pratiche del quotidiano, come nel design delle merci; infine gli &#8220;urban signs&#8221;, la capacità di lasciare un segno attivo nella città che si vive».<br />
<strong>A che settori si applicano le previsioni?</strong><br />
«Ai consumi, al marketing, alla moda. Ma in realtà gli studi degli osservatori servono a tutti coloro che voglio capire il pensiero di un territorio».<br />
<strong>Anche ai politici?</strong><br />
«Perché no. Se avvertono che c’è uno scollamento rispetto alla gente».<br />
<strong>Perché la scelta di Capri come sede del Festival?</strong><br />
«Anticipare le tendenze è da sempre la vocazione dell’isola. Per questo siamo contenti dell’idiziativa della Fondazione Capri e vorremmo che divenisse sede permanente dell’evento».</p>
<p><strong>sa. sa.</strong></p>
<p><strong><a title="Scarica il PDF dell'articolo" href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/10/mattino-2009-10-14.pdf" target="_blank">Scarica il PDF dell&#8217;articolo</a> </strong>(1,8 Mb)<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Von Gloeden, erotismo decadente</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 14:09:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Il Mattino]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella villa del barone Fersen le opere tardoromantiche del celebre fotografo tedesco La bellezza di giovani efebi ritratti tra Taormina e Napoli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-499" title="Il Mattino" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/il_mattino_napoli2.png" alt="Il Mattino" width="170" height="23" /></p>
<p><strong>18 agosto 2009</strong> &#8211; Guardare le immagini, ma anche i documenti originali, le lastre e gli apparecchi fotografici di Wilhelm von Gloeden attraversando il vestibolo, il salone e le stanze da letto della villa caprese del barone Jacques d&#8217;Adelsward Fersen, amplifica le possibilità di un viaggio singolare nello spazio e nel tempo. La sensazione è quella di una dilatazione sensoriale, sembra di essere proiettati nell&#8217;immaginario dell&#8217;altra Capri d&#8217;inizio Novecento, quella che Roger Peyrefitte individua proprio in quel luogo denso di storie e relazioni  nelle pareti, nei simboli, nelle statue classiche, persino nelle piante di lauro e mirto che la circon¬dano   che è Villa Lysis. Quella Capri raffinata, eversiva, pagana che interpreta e vive il mito di Dioniso al Sud e diventa laboratorio sperimentale di creatività generatrice.</p>
<p><span id="more-1486"></span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1487" style="margin-right: 10px;" title="Il Mattino" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/08/matt-2009-08-18.jpg" alt="Il Mattino" width="200" height="225" align="left" />Dunque, il genio del luogo rivive grazie al progetto realizzato dalla Fondazione Capri e da Alinari 24 Ore. E non è un caso che sia la mostra Dioniso a Villa Lysis: la fotografia di Wilhelm von Gloeden, a cura di Italo Zannier, ad inaugurare domani e fino al 4 ottobre, il nuovo connubio tra immagine e dimora. Un centinaio di fotografie rappresentano l&#8217;antologia del viaggiare tra Otto e Novecento con gli occhi a Sud del fotografo tedesco, solo fino a un certo punto costruito sulla scorta dei viaggiatori del Gran Tour. Sono quelle immagini oggi conservate presso gli archivi Mina n, recuperate in maniera fortuita da Lucio Amelio al principio degli anni Settanta, che hanno sedotto e influenzato artisti contemporanei come Richard Mapplethorpe e Andy Warhol. Si esce fuori dagli atelier borghesi per cercare la luce e le forme del Sud, il paesaggio e la storia, i mestieri e le strade, poi la natura e la bellezza ferma e primitiva dell&#8217;uomo, la scena archeologica e il tableau vivant a cielo aperto.<br />
Il Barone di Taormina passò probabilmente anche da Capri. Oltre l&#8217;aura omosessuale costruita da Roger Peyrefitte in Les amours singulières intorno al personaggio, von Gloeden è pittore incerto ma fotografo apprezzato nelle esposizioni internazionali, tanto da diventare punto di riferimento per la cultura decadente europea. Dal 1876 approda a Taormina per restarci fino alla morte, visiterà spesso Roma e Napoli. Proprio all&#8217;ombra del Vesuvio, nel 1878, su suggerimento del cugino von Plushow   frequentatore di Capri e presente in mostra con alcuni scatti   si avvicinerà alla fotografia. I suoi viaggi rappresentano la possibilità di frequentare la vita culturale delle capitali, consentiranno gli incontri determinanti con Michetti, D&#8217;Annunzio e la Serao. La sua casa di Taormina diventerà riferimento e luogo di pellegrinaggio per artisti e scrittori europei, ci passano almeno Eleonora Duse e Oscar Wilde.<br />
Le sue immagini sono di un voyeurismo per alcuni versi estenuante, ma che parla al destino del Novecento. I suoi nudi, fisicamente inquietanti, sono inscritti in un paesaggio ridondante e ricostruito, arcaico e kitsch. Gloeden ci parla dell&#8217;isola azzurra, rimandando a Plushow, e magari in qualche modo anche ai soggetti e alle forme inseguite da pittori come Allers e Diefenbach o fotografi pittorialisti come Lovatti, Cerio e Guida. Sono immagini dalla fisicità voluttuosa, che rimandano ad amori trasgressivi e inclinazioni singolari   la relazione isolana tra Nino Cesarmni e il barone Fersen è il caso più eclatante   e alimentano un certo dandysmo bello e dannato, insieme agli scandali che coinvolgeranno sia von Gloeden che il cugino.<br />
Lo sguardo pittorico è netto, segnato da un gusto orientaleggiante, ispirato alla sperimentazione tardo romantica, dal simbolismo tedesco e inglese, da Bocklin fino ai preraffaelliti. Siamo all&#8217;Isola dei morti nella quale si iscrivono visivamente giovanetti e fanciulle «bellissimi», gli stessi e per molti versi riconoscibili nelle pagine capresi di Gregorovius. Nelle fotografie di von Gloeden diventano esseri arcani che vivono la dimensione del possibile: il fotografo e i suoi soggetti giocano con l&#8217;identità, mifie ruoli da interpretare e altrettante seduzioni da manifestare, che attraversano ogni confine e sono naturalmente predestinati all&#8217;incontro con l&#8217;immaginario, modelli ideali nella cornice solare, metafisica, di Taormina, come lo furono poi nell&#8217;isola azzurra per scrittori, pittori e infine fotografi.</p>
<p><strong>Giovanni Fiorentino</strong></p>
<p><strong><a title="Il Mattino" href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/08/matt-2009-08-18.pdf" target="_blank">Scarica PDF originale dell&#8217;articolo</a> </strong>(976 Kb)<strong><a title="Il Mattino" href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/08/matt-2009-08-18.pdf" target="_blank"><br />
</a></strong></p>
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		<title>Danza acrobatica in Certosa</title>
		<link>http://www.fondazionecapri.org/2009/05/25/danza-acrobatica-in-certosa/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 10:15:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Il Mattino]]></category>

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		<description><![CDATA[L'articolo de Il Mattino, 16 luglio 2009, sulla fondazione Capri e la Danza Acrobatica alla Certosa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-499" title="il_mattino_napoli2" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/il_mattino_napoli2.png" alt="il_mattino_napoli2" width="170" height="23" /></p>
<p><strong>16 luglio 2009</strong> &#8211; Un festival di danza a Capri, inno alla natura lontano dalla pazza folla e dalle esibizioni di glutei rimodellati e di seni al silicone. Due le coreografie proposte dalla neonata Fondazione Capri.</p>
<p><span id="more-1182"></span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1183" style="margin-right: 10px;" title="Articolo de Il Mattino sulla Fondazione Capri" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/07/il-mattino-2009-07-16.jpg" alt="Il Mattino - Fondazione Capri" width="300" height="240" align="left" />Sabato, alle 21,30, nella certosa di San Giacomo, andrà in scena «Un air de folie». Tra musica, canto e danza barocca, Béatrice Massin presenterà il suo spettacolo in prima nazionale con la compagnia Fêtes Galantes. L’autrice, che negli ultimi tempi s’è dedicata al recupero della danza barocca creando spettacoli incantevoli ospitati spesso nelle regge più belle d’Europa, adatterà sull’isola azzurra il suo ultimo lavoro per gli spazi della certosa. Martedì 28 luglio, alle 19, si esibirà invece l’acrobata e danzatrice alla pertica Nedjma Benchaib, in scena all’Arco naturale con «Una freccia per l’Arco». Una bellezza naturale, messa in pericolo dal degrado geologico, al centro di un&#8217;esibizione che sfida la gravità e a le sue leggi. A completare il programma l’incontro con Marinella Guattarini, in calendario mercoledì 29 luglio all’hotel Caesar Augustus di Anacapri per la presentazione del suo volume «L’abc della danza» (Mondadori). La stessa autrice, all’indomani, alle 18,30 incontrerà i partecipanti allo stage organizzato da L’Isola Danza nella palestra della scuola IV novembre.</p>
<p>Te. Ca.</p>
<p><a href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/07/il-matt-20090716.pdf"><strong>Scarica il PDF originale di questo articolo</strong></a> (192 kb)</p>
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		<title>Fondazione Capri, tutor per la cultura</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 11:19:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa 2009]]></category>
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		<category><![CDATA[Peppino di Capri]]></category>
		<category><![CDATA[Presentazione Fondazione Capri]]></category>

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29 maggio 2009 &#8211; Presentato l’organismo creato da imprenditori e professionisti. L’obiettivo: un nuovo modo di «vedere» arte e natura; il Presidente Napolitano: preziosa opera di promozione.
La Fondazione Capri è stata presentata nel teatro del Grand Hotel Quisisana, nella stessa location in cui nel 1922 Edwin Cerio, sindaco dell’epoca, avviò i lavori del primo Convegno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Il Mattino di Napoli" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/il_mattino_napoli2.png" alt="" width="170" height="23" /></p>
<p><strong>29 maggio 2009</strong> &#8211; Presentato l’organismo creato da imprenditori e professionisti. L’obiettivo: un nuovo modo di «vedere» arte e natura; il Presidente Napolitano: preziosa opera di promozione.</p>
<p><span id="more-698"></span>La Fondazione Capri è stata presentata nel teatro del Grand Hotel Quisisana, nella stessa location in cui nel 1922 Edwin Cerio, sindaco dell’epoca, avviò i lavori del primo Convegno del Paesaggio <img class="alignleft size-full wp-image-704" style="margin-right: 10px;" title="Il Mattino di Napoli" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/06/il_mattino_2009-05-24.jpg" alt="Fondazione Capri - Il Mattino di Napoli" width="200" height="246" align="left" />che aveva lo scopo di salvaguardare il patrimonio paesaggistico dell’isola dalle avanguardie della «colonizzazione turistica». A distanza di oltre ottant’anni prende il via un altro organismo, quello della Fondazione, che nasce quasi con gli stessi obiettivi: «Promuovere il patrimonio storico e naturalistico verso un turismo sensibile alle offerte culturali». E la sfida lanciata da un gruppo di imprenditori, professionisti, albergatori e commercianti, che rappresentano il nucleo dirigente dei soci fondatori, è stata subito accolta dall’assessore regionale al Turismo Claudio Velardi che, nel portare il suo saluto istituzionale, insieme con i sindaci di Capri e di Anacapri Ciro Lembo e Mario Staiano, ha annunziato la volontà di presentare, nella prossima settimana, una delibera alla giunta regionale per far sì che la Fondazione diventi «lo strumento unico per la promozione del turismo sull’isola», affidandole «la gestione di alcuni siti monumentali che si trovano sull’isola, e tra questi la Certosa e gli scavi archeologici di Villa Jovis e Damecuta, i ruderi delle ville romane, dell’imperatore».</p>
<p>Un annuncio forte che è stato dato dal massimo rappresentante delle istituzioni turistiche in Campania e che è stato accolto con favore dal presidente della Fondazione Gianfranco Morgano e dal copresidente Tonino Cacace. Entrambi, nei loro interventi, hanno riaffermato la volontà di «riunire in un progetto unico di sviluppo del territorio le due municipalità», ma anche quello di voler«promuovere iniziative ed eventi importanti che partano dalle scuole e siano rivolte in particolare ai giovani capresi ed anacapresi che rappresentano il futuro dell’isola».</p>
<p>«Studenti &#8211; ha sottolineato Cacace &#8211; che non dovranno più sentire il peso di vivere in un contesto isolato, ma che potranno allargare le loro conoscenze ed esperienze sentendosi quindi cittadini del mondo. A sottolineare l’importanza che ha avuto la nascita della Fondazione, anche al di fuori dell’isola, è stato il messaggio che il presidente della Repubblica Giorgio Napoletano ha inviato a Gianfranco Morgano e a Tonino Cacace in cui veniva sottolineata l’importanza che la Fondazione potrà avere in futuro nella preziosa opera di promozione del patrimonio culturale e paesaggistico dell’isola di Capri. «Un’isola scrive Napolitano &#8211; per motivi antichi e personali a me tanto cara».</p>
<p>A testimoniare la vicinanza all’isola, in sala molti nomi importanti e famosi, dal capresissimo Peppino di Capri al presidente Aurelio De Laurentiis a Rosalba Giugni di Marevivo, ai giornalisti Giovannino Russo e Corradino Mineo, al fotografo Mimmo Iodice e allo scrittore Raffaele La Capria, che ha composto per l’occasione una canzone dedicata all’isola, al prefetto Alessandro Pansa.</p>
<p><strong>Anna Maria Boniello</strong></p>
<h4><strong>Peppino, testimonial dell&#8217;evento: scusate se mi chiamo «di Capri»</strong></h4>
<p>Peppino di Capri, testimonial d&#8217;eccezione della nascita della Fondazione, chiede scusa per aver usato per tanti anni il nome della sua isola. «Un nome – ha detto Peppino &#8211; nato per caso, scelto dal mio discografico quando sostituì il mio nome Giuseppe Faiella con quello di Peppino di Capri. Un nome di cui vado orgoglioso e che racchiude tutto l&#8217;amore per la mia isola». E, a distanza di 50 anni, confessa un grande rammarico: «Durante la mia carriera da parte di alcuni compaesani mi è stata mossa la critica di aver fondato gran parte del mio successo sul mio cognome, per cui oggi &#8211; conclude con amarezza ed ironia &#8211; sono costretto a chiedere scusa se mi chiamo Di Capri, un nome che porterò sempre con orgoglio».</p>
<p><strong><a title="Articolo de Il Mattino, Fondazione Capri" href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/06/il_mattino_29-05-2009.pdf" target="_blank">Scarica il PDF dell&#8217;articolo originale</a> (720 kb)<a title="Articolo de Il Mattino, Fondazione Capri" href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/06/il_mattino_29-05-2009.pdf" target="_blank"><br />
</a></strong></p>
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		<title>Fondazione Capri, la cultura si fa strada</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 11:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Il Mattino]]></category>
		<category><![CDATA[Trend Watching]]></category>

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		<description><![CDATA[Imprenditori, albergatori e professionisti: la kermesse al via nel teatro del Grand hotel Quisisana. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone" title="21 maggio 2009 - Il Mattino di Napoli" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/il_mattino_napoli2.png" alt="il-mattino" /></strong></p>
<p><strong>21 maggio 2009</strong> &#8211; Imprenditori, albergatori e professionisti: la kermesse al via nel teatro del Grand hotel Quisisana. In programma eventi di musica, danze e pittura.</p>
<p><span id="more-284"></span>Capri &#8211; Il via ufficiale alla Fondazione Capri sarà dato sabato 23 maggio alle 11 in una location prestigiosa che è il teatro del Grand Hotel Quisisana. La Fondazione, che ha tra i suoi scopi principali quello di valorizzare e tutelare il patrimonio storico e paesaggistico dell&#8217;isola nonché la produzione e la diffusione della cultura sul territorio caprese, è nato grazie alla volontà di un gruppo di soci fondatori, in gran parte albergatori, professionisti e imprenditori di Capri e Anacapri.</p>
<p><img style="margin-right: 10px;" title="Il Mattino di Napoli" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/matt_2009-05-21.jpg" alt="il-mattino-articolo-fondazione-capri" width="200" height="289" align="left" />A presiedere infatti i vertici della Fondazione, nei ruoli di presidente e vice presidente, sono stati chiamati Gianfranco Morgano della storica famiglia proprietaria del Quisisana e di una catena di alberghi di lusso sull&#8217;isola, e Tonino Cacace patron del Capri Palace, che svolge un ruolo di primo piano nella promozione turistica e culturale della sua Anacapri. L&#8217;isola dunque, unita in un unico organismo che vede la partecipazione all&#8217;interno degli organismi dirigenti del comune di Capri e di Anacapri e che si avvale del contributo della Regione Campania.</p>
<p>I saluti istituzionali, infatti, sabato mattina saranno affidati all&#8217;assessore regionale ai Beni Culturali Claudio Velardi e ai sindaci dei due comuni, Ciro Lembo e Mario Staiano. A Gianfranco Morgano e a Tonino Cacace il compito di illustrare il programma delle iniziative in questa prima stagione estiva, che prevede un progetto di danza a Capri «Abitare la Bellezza», curato da Gigi Cristoforetti, il Festival del Futuro «Trend Watching» a cura di Elena Marinoni e il progetto Travelogue di Massimiliano Scuderi e Arianna Rosica.</p>
<p>Tre appuntamenti di notevole valenza culturale e artistica, presentati dai due comuni e che saranno realizzati dalla Fondazione Capri, il primo dei quali «Abitare la Bellezza», è stato già inserito nel «Viaggio nella Creatività», un insieme di progetti finanziati dall&#8217;assessorato al Turismo della Regione Campania. «Abitare la Bellezza» infatti, dedicato alla danza, si propone di portare a Capri importanti artisti che si esibiranno in luoghi ricchi di fascino e di storia, di cui Capri dispone. In questa prima edizione è stato già programmato infatti un omaggio alla grande coreografa Carolyne Carlson, che presenterà Blue Lady, un cult del ballo, che sarà eseguito in una location di straordinario impatto quali gli scavi archeologici di Damecuta. E dopo Damecuta sarà la Certosa teatro di «Un air de folies».</p>
<p>Sarà una vera e propria festa barocca con musicisti e danzatori della compagnia Fetes Galantes. Il periodo individuato dalla Fondazione per organizzare questo tipo di evento, mirato ad attrarre sull&#8217;isola un turismo internazionale, è inserito fra giugno e luglio. Gli appuntamenti invece legati all&#8217;arte contemporanea Travelogue saranno organizzati tra settembre e novembre.</p>
<p><strong>Anna Maria Boniello</strong></p>
<p><strong><a title="Articolo originale de Il Mattino" href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/il-mattino-21-maggio-2009.pdf" target="_blank">Scarica il PDF dell&#8217;articolo originale</a> (688 kb)<br />
</strong></p>
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