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	<title>Fondazione Capri &#187; Il Mattino</title>
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	<description>Tutelare, promuovere e valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale dell'isola di Capri</description>
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		<title>Fondazione Capri, gran galà sull&#8217;isola</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 16:49:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[27 settembre 2011 &#8211; La Fondazione &#8211; hanno detto Morgano e Cacace &#8211; ha bisogno dell&#8217;impegno di tutti noi per preservare e promuovere la cultura a Capri. Scarica il PDF dell&#8217;articolo (408 Kb)]]></description>
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<p><strong>27 settembre 2011</strong> &#8211; La Fondazione &#8211; hanno detto Morgano e Cacace &#8211; ha bisogno dell&#8217;impegno di tutti noi per preservare e promuovere la cultura a Capri.</p>
<p><strong><a title="Scarica l'articolo de Il Mattino" href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2011/09/mattino_nazionale.pdf">Scarica il PDF dell&#8217;articolo</a> (408 Kb)</strong></p>
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		<title>Spettacoli, mostre e design nel futuro dell&#8217;isola</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 09:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[27 settembre 2011 &#8211; Cento invitati al Galà della Fondazione Capri sulla terrazza dell&#8217;Hotel Caesar Augustus, una serata di grande successo, sabato 24 settembre, dove si sono ritrovati imprenditori, artisti e banchieri. Scarica il PDF dell&#8217;articolo originale (540 Kb)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-499" title="" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/il_mattino_napoli2.png" alt="Il Mattino" width="170" height="23" /></p>
<p><strong>27 settembre 2011</strong> &#8211; Cento invitati al Galà della Fondazione Capri sulla terrazza dell&#8217;Hotel Caesar Augustus, una serata di grande successo, sabato 24 settembre, dove si sono ritrovati imprenditori, artisti e banchieri.</p>
<p><strong><a title="Scarica l'articolo de Il Mattino" href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2011/09/mattino_napoli.pdf">Scarica il PDF dell&#8217;articolo originale</a> (540 Kb)</strong></p>
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		<title>Corpi e classicità: ecco il Mediterraneo secondo Herbert List</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 10:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[9 luglio 2011 &#8211; Il destino di Herbert lisi si mostra palesemente nelle fotografie di Capri. Nitide, potenti, in un voluttà che si carica oggi della distanza e del tempo. Un bianco e nero che fonde scena, corpi, costumi e cose, traducendo un’idea sensuale e magnetica del Mediterraneo. Possano essere le forme dei limoni sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-499" title="" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/il_mattino_napoli2.png" alt="Il Mattino" width="170" height="23" /></p>
<p><strong>9 luglio 2011</strong> &#8211; Il destino di Herbert lisi si mostra palesemente nelle fotografie di Capri. Nitide, potenti, in un voluttà che si carica oggi della distanza e del tempo. Un bianco e nero che fonde scena, corpi, costumi e cose, traducendo un’idea sensuale e magnetica del Mediterraneo. Possano essere le forme dei limoni sul banco del chiosco, la scena della tavola nella trattoria, le rocce e il mare, gli angoli e i punti di vista su via Krupp o su Marina Piccola, e i corpi fasciati solo dai costumi, integrati nel paesaggio o colti nel gioco erotico di sguardi incrociati. E su tutto la luce abbacinante che scolpisce e riscaldai soggetti.</p>
<p><span id="more-3521"></span></p>
<p><img style="margin-right: 7px;" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2011/07/Il_Mattino_9_lug_2011.jpg" alt="mattino" width="200" height="81" align="left" />Per alcuni versi le fotografie di list portano già con sé tutta la sensualità patinata della pubblicità glamour degli anni Ottanta, quell’immagine della moda iscritta tra Versace e Calvin Klein. Eppure siamo tra gli anni Trenta e i Cinquanta, le sue fotografie rimbalzano dalle pagine di «Vogue» a quelle di «Harper’s Bazar», assorbendo e riflettendo gli echi di una tradizione visiva mediterranea costruita sulla scorta del Grand Tour e nutrendosi della passione tedesca per il mondo classico, tra la Grecia del Partenone e il Mezzogiorno italiano, la Sicilia, Napoli e appunto Capri.</p>
<p>E a Capri approda il viaggio dello spettatore per la terza edizione del Festival di Fotografia che, alla Certosa di San Giacomo, propone oggi l’apertura di una rassegna organizzata dalla Fondazione Capri in collaborazione con Contrasto e soprattutto l’inaugurazione della mostra Mediterraneo. Un’ antologia per immagini, fino al 4 settembre, dove si accostano almeno singolarmente le immagini di Herbert list alle fotografie appositamente prodotte da Maurizio Galimberti, per la cura di Denis Curti.</p>
<p>Perché l’autonomia e la ricchezza espressiva di Galimberti, la ricerca e la rivisitazione intrigante che monta nei mosaici in Polaroid di architetture, cieli e stagioni capresi almeno si impoverisce nell’affiancamento al Mediterraneo classico di list, iscritto nella storia della cultura fotografica del Novecento. Le cinquanta fotografie di list provenienti dall’Estate list di Amburgo restituiscono la seduzione di corpi-statue e statue-corpi, il corpo umano è già -o ritorna ad essere alla maniera classica -abito seducente, quello dei giovani pescatori scolpiti dalla luce e contrapposti al profilo dei Faraglioni, come quello della marchesa Dusmet distesa per un bagno di sole.</p>
<p>List nasce ad Amburgo nel 1903, commerciante di caffè, inizia a fotografare nel 1930 sotto l’influenza surrealista di Man Raye quella incline alla metafisica di De Chirico e Magritte. Nel 1935 si trasferisce a Parigi, comincia a lavorare per le riviste, conosce Gorge Hoyningen-Huene, con il quale parte per la Grecia e poi per l’Italia. Da questo viaggio nascerà il primo libro, «Luce sulla Grecia», e la costruzione di una certa idea della bellezza. Il corpo maschile scolpito, il contrappunto archeologico di statue e templi, l’estrema scelta del rilievo delle forme, un richiamo mai troppo velato all’omoerotismo.</p>
<p>L’occhio di list viaggia intensamente nei paesi del Mediterraneo, appunto Italia e Grecia, Spagna e Francia. A Roma passerà ripetutamente, fotografando i ragazzi di vita di Pasolini magari immersi negli scenari architettonici, e metafisici, dell’Euro Ma l’attrazione fatale è per il Sud: un richiamo prepotente, fisico, erotico. Le scene capresi sono concrezioni sensuale di luce e forme che richiamano impetuosamente una tradizione straordinaria che dalle immagini eleganti di Sommer ci porta fino alle trasgressioni isolane del barone von Gloeden o, per arrivare al presente, alle rivisitazioni pubblicitarie di Dolce &amp; Gabbana.</p>
<p><strong>Giovanni Fiorentino</strong></p>
<p><a href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2011/07/Il_Mattino_9_lug_2011.pdf" target="_blank"><strong>Scarica il PDF dell&#8217;articolo originale</strong></a> (228 Kb)</p>
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		<title>Augé: «Il futuro del turismo è nei luoghi dove riconoscersi»</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 15:18:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[01 maggio 2011 &#8211; «Il futuro del turismo? Nei luoghi dove la gente possa riconoscersi». Effetti speciali con Marc Augé alla seconda giornata del «Trendwatching Festival», il meeting promosso dalla Fondazione per esplorare le nuove frontiere del lusso e della vita low cost ai tempi della crisi, per parlare di creatività e messa a sistema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/il_mattino_napoli2.png"><img class="alignnone size-full wp-image-499" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/il_mattino_napoli2.png" alt="Il Mattino" width="170" height="23" /></a></p>
<p><strong>01 maggio 2011</strong> &#8211; «Il futuro del turismo? Nei luoghi dove la gente possa riconoscersi». Effetti speciali con Marc Augé alla seconda giornata del «Trendwatching Festival», il meeting promosso dalla Fondazione per esplorare le nuove frontiere del lusso e della vita low cost ai tempi della crisi, per parlare di creatività e messa a sistema di competenze, saperi, obiettivi.</p>
<p><span id="more-3300"></span></p>
<p>Augé, l’etnologo-antropologo più noto del momento, teorizzatore dei non-luoghi è stato invitato per parlare di «Perché è difficile pensare al futuro oggi». Il luminare ha spiazzato tutti dicendo che la società globalizzata e la mondializzazione delle comunicazioni mette tutti davanti all’evidenza che il pianeta d’improvviso appare piccolo. Da qui l’approfondimento sul suo cavallo di battaglia di Augé, «i non luoghi», che rischiano di essere anche quelli turistici dove si passa in fretta per vedere ma in realtà senza conoscere. Che significa?</p>
<p>Un rischio per realtà amate come Pompei o Capri, per tenerci nella realtà? «i non luoghi di cui ci circondiamo oggi &#8211; spiega Augé &#8211; ovvero aeroporti, supermercati, centri commerciali sono caratterizzati dall’impersonalità, in essi ci incrociamo senza conoscerci, attraversiamo i luoghi senza conoscerli, questo fa sÌ che non esistano più dei luoghi in assoluto e ciò vale anche per quelli turistici». Perché accade? «Oggi i soli luoghi -risponde l’etno-antropologo &#8211; che danno senso alla vita sono quelli che vediamo riprodotti in televisione o nelle grandi strutture disegnate dalle star dell’architettura come Renzo Piano. Questi luoghi riproducono una forma uniformata del pianeta che ci vede passivi telespettatori di una realtà omogenea. La televisione &#8211; conclude Augé &#8211; ha sostituito il rintocco della campana medievale e oggi condiziona in maniera totale il nostro modo di vivere il tempo».</p>
<p>AffermaAugé: «Dietro tutte le crisi sociali, politiche, vi è la sensazione che la Terra è piccola. Nel momento in cui tutti hanno la consapevolezza che la Terra è limitata vi è una sensazione di chiusura. Gli etnologi raccontano che anche il più piccolo gruppo umano in Amazzonia è connesso agli altri gruppi umani, la ricaduta maggiore di tutto ciò è nel fenomeno globale delle migrazioni». Al meeting della Fondazione Capri ieri anche Todi Turner di Culture of Future, autorità internazionale nel campo delle previsioni strategiche di marketing. La Turner ha parlato della necessità di una nuova lingua che abbracci tutti i campi della creatività, della pubblicità e del marketing. A moderare la tavola di interventi della mattinata è stato Massimo Micucci, Presidente di Reti, prima società italiana di lobbying, public affairs e comunicazione che ha fatto alternare gli interventi dei giovani imprenditori del web.</p>
<p><strong>Mariano Della Corte</strong></p>
<p><strong><a title="Scarica il PDF originale dell'articolo" href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2011/05/Il_Mattino_1_Magg_2011.pdf">Scarica il PDF originale dell&#8217;articolo</a> (308 Kb)</strong></p>
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		<title>Macché griffe, il vero lusso è il maggiordomo ecologico</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 09:46:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giro d’Europa ai tempi della crisi: a Capri le lezioni di vita low cost]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-499" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/il_mattino_napoli2.png" alt="Il Mattino" width="170" height="23" /></p>
<p><strong>30 aprile 2011</strong> &#8211; A che punto è la notte? Con questo interrogativo tratto dal Macbeth di Shakespeare ha aperto ieri i battenti il Capri Trendwatçhing Festival 2011. Nella sala del Grand Hotel Quisisana, che porta la firma prestigiosa di Giò Ponti; alla presenza di un parterre di imprenditori, creativi, intellettuali e giovani si è parlato di nuove tendenze alla luce dell’attuale crisi. Ad aprire la seconda edizione del festival, organizzato dalla Fondazione Capri, è stato il presidente Gianfranco Morgano, che ha voluto sottolineare ché l’iniziativa è specificamente rivolta ai giovani in un luogo come Capri che da sempre fa tendenza e crea filosofie e stili di vita. «In un momento di crisi globale dei consumi e del mercato &#8211; ha detto quindi la curatrice Elena Marinoni &#8211; per attuare delle strategie di sopravvivenza, abbiamo chiesto a degli esperti di guidarci verso un varco di luce, difatti di notte si ha meno paura se non si è soli».</p>
<p><span id="more-3285"></span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3287" style="margin-right: 10px;" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2011/05/Il_Mattino_30-apr-2011.jpg" alt="il mattino" width="200" height="340" align="left" />Così in questi tre giorni di lavori ci guidare il tavolo delle conferenze si alterneranno nomi prestigio si della cultura, dalla sociologia all’antropologia, dall&#8217;architettura al design, come Alberto Abruzzese, Ross Lovegrove, Franco la Cecla, Vanni Pesca, Jodi Turner, Marc Augé, che proporranno le loro soluzioni alla crisi, elaborate in una mappa aggiornata in progressione. La Marinoni ha spiegato che il campo di osservazione dei trendwatcher ed urbanwatcher in cui sono state effettuate le ricerche sulla crisi, attraverso la metodologia dell’etnografia urbana, è quello europeo.</p>
<p>Fare «trendwatching» vuol dire acuire la vista, cogliere la discontinuità che può facilmente divenire una tendenza vera e propria. Le segnalazioni arrivate dagli urbanwatcher di quest’anno sono oltre 200 arricchite da una ricerca desk e da una serrata attività di netscouting. E in linea con il tema del convegno è stata la volta del massimo geografo italiano Franco Farinelli, che con relazione su «LaMappa e la Sera, tra globalità e globalizzazione» ha offerto un suo punto di vista sulle possibilità di costruire una mappa «altera» del futuro per arrivare all’alba di un nuovo giorno. Dati quantitativi confrontati con altri qualitativi che hanno segnalato diversi nuovi trend. Si è parlato dell’Austerity, una nuova sobrietà volontaria, non sempre deprivativa nei meccanismi di consumo, oppure dei Nuovi Lussi come il caso del maggiordomo ecologico di Londra che offre tour guidati green della città; o del Berlin lifestyle assistent, il consulente personale che ti libera di tutte le incombenze organizzative quotidiane.</p>
<p>Un altro dei trend emersi è stato l’Underworlds rappresentato dal clochard guida turistica a Londra oppure dagli spazi “smart welfare” olandesi, luoghi urbani trasformati in spazi abitativi low cost. Trai vari nuovi trend anche il Recyde caratterizzato dalla rigenerazione e riqualificazione di vecchi materiali come processo creativo, un esempio di essi ne sono i laboratori di riparazione di Rotterdam o di Utrecht volti alla produzione di materiali con oggetti di scarto oppure a Napoli del riciclo dei capi griffati rivenduti a boutique vintage; un altro trend è l’Indulgence, come il gelato fatto con il latte materno a Londra o la bellezza curvy lanciata da Vogue Italia.com come revisione dei modelli di bellezza. Ultimo fra i trend trattati nella giornata di ieri il New-dada rappresentato dai flash-mob: mobilitazioni lampo senza obiettivo definito per impressionare i passanti, Acts of random Kindness, ovvero gesti di gentilezza inattesi. La prima giornata si è chiusa con un faccia a faccia sul tema del lusso «Lusso vs low cost»: a moderare il dibattito è stato il sociologo Alberto Abruzzese. Sono intervenuti Martina Cusano, Danilo Venturi e Tonino Cacace, vicepresidente Fondazione Capri e membro di Altagamma; I lavori continueranno oggi, fra i massimi ospiti è atteso l’etnologo Marc Augè.<br />
<strong><br />
Mariano Della Corte</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><a title="Scarica il PDF dell'articolo" href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2011/05/Il_Mattino_30-apr-2011.pdf"><strong>Scarica il PDF originale dell&#8217;articolo</strong></a> <strong>(384 Kb)</strong></p>
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		<title>Oltre la crisi, il festival sulle nuove tendenze</title>
		<link>http://www.fondazionecapri.org/2011/04/05/oltre-la-crisi-il-festival-sulle-nuove-tendenze/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 10:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il Mattino]]></category>

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		<description><![CDATA[05 aprile 2011 &#8211; Capri torna ad essere sede privilegiata del Trendwatching Festival 2011 la rassegna, promossa ed organizzata dalla Fondazione Capri per valorizzare e tutelare il patrimonio artistico e la diffusione della cultura sul territorio isolano alla sua seconda edizione. La Fondazione, che riunisce imprenditori, albergatori, professionisti e commercianti di Capri ed Anacapri è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-499" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/il_mattino_napoli2.png" alt="Il Mattino" width="170" height="23" /></p>
<p><strong>05 aprile 2011</strong> &#8211; Capri torna ad essere sede privilegiata del Trendwatching Festival 2011 la rassegna, promossa ed organizzata dalla Fondazione Capri per valorizzare e tutelare il patrimonio artistico e la diffusione della cultura sul territorio isolano alla sua seconda edizione.</p>
<p><span id="more-3254"></span></p>
<p>La Fondazione, che riunisce imprenditori, albergatori, professionisti e commercianti di Capri ed Anacapri è presieduta da Gianfranco Morgano e Tonino Cacace, e vede tra i partner istituzionali i due comuni isolani. Il festival di quest’ anno, curato da Elena Marinoni, che si terrà dal 29 Aprile al l Maggio al Teatro del Grand Hotel Quisisana progettato da Già Ponti è stato allestito intomo ad un inquietante interrogativo: «A che punto è la notte?», una domanda che nelle intenzioni degli organizzatori rispecchia in pieno il momento di crisi, e che vuole affrontare la realtà di un futuro che ha in prospettiva, secondo gli studiosi, una timida ripresa.</p>
<p>Come cambieranno la società, i consumi, il modo di fare impresa, e quali saranno le strategie di sopravvivenza? Le risposte a queste domande verranno dai partecipanti alla kermesse, imprenditori ed intellettuali.<br />
Una intensa tre giorni che spazia tra cultura, moda, tendenze ed estetica e che vedrà protagonisti grandi nomi internazionali di spessore come Rosse Lovegrove, Konstantin Grcic, Jody Turner, Mark Augé, Gilio Dorfles, VanniPasca,Alberto Abruzzese, Dario Incerti, Franco Farinelli, Franco La Ceda, Carlo Ducci, Alberto Cottica, Maurizio Decimo, Fabrizio Valenti, Kiki Lab. Un parterre de roi a cui si è affidata la Fondazione Capri per far si che partano dall’isola quei segnali del cambiamento e quei fenomeni emergenti nei più disparati settori della società moderna che possono andare ad influire, poi, sui comportamenti, sulla moda, sui consumi culturali, sul tempo libero, sul design e l’architettura ed il lusso.</p>
<p><strong>Mariano Della Corte</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2011/04/Capri_Press.pdf">Scarica il PDF dell&#8217;articolo</a> (908 Kb)<br />
</strong></p>
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		<title>Oltre la crisi, il festival sulle nuove tendenze</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 15:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[05 aprile 2011 &#8211; Capri torna ad essere sede privilegiata del Trendwatching Festival 2011 la rassegna, promossa ed organizzata dalla Fondazione Capri per valorizzare e tutelare il patrimonio artistico e la diffusione della cultura sul territorio isolano alla sua seconda edizione. La Fondazione, che riunisce imprenditori, albergatori, professionisti e commercianti di Capri ed Anacapri è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-499" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/il_mattino_napoli2.png" alt="Il Mattino" width="170" height="23" /></p>
<p><strong>05 aprile 2011</strong> &#8211; Capri torna ad essere sede privilegiata del Trendwatching Festival 2011 la rassegna, promossa ed organizzata dalla Fondazione Capri per valorizzare e tutelare il patrimonio artistico e la diffusione della cultura sul territorio isolano alla sua seconda edizione. La Fondazione, che riunisce imprenditori, albergatori, professionisti e commercianti di Capri ed Anacapri è presieduta da Gianfranco Morgano e Tonino Cacace, e vede tra i partner istituzionali i due comuni isolani.</p>
<p><span id="more-3309"></span></p>
<p>Il festival di quest’anno, curato da Elena Marinoni, che si terrà dal 29 Aprile al 1 Maggio al Teatro del Grand Hotel Quisisana progettato da Giò Ponti è stato allestito intorno ad un inquietante interrogativo: «A che punto è la notte?», una domanda che nelle intenzioni degli organizzatori rispecchia in pieno il momento di crisi, e che vuole affrontare la realtà di un futuro che ha in prospettiva, secondo gli studiosi, una timida ripresa.</p>
<p>Come cambieranno la società, i consumi, il modo di fare impresa, e quali saranno le strategie di sopravvivenza? Le risposte a queste domande verranno dai partecipanti alla kermesse, imprenditori ed intellettuali. Una intensa tre giorni che spazia tra cultura, moda, tendenze ed estetica e che vedrà protagonisti grandi nomi internazionali di spessore come Rosse Lovegrove, Konstantin Grcic, Jody Turner, Mark Augé, Gillo Dorfles, Vanni Pasca, Alberto Abruzzese, Dario Incerti, Franco Farinelli, Franco La Ceda, Carlo Ducci, Alberto Cottica, Maurizio Decimo, Fabrizio Valenti, Kiki Lab.</p>
<p>Un parterre de roi a cui si è affidata la Fondazione Capri per far si che partano dall’isola quei segnali del cambiamento e quei fenomeni emergenti nei più disparati settori della società moderna che possono andare ad influire, poi, sui comportamenti, sulla moda, sui consumi culturali, sul tempo libero, sul design e l’architettura ed il lusso.</p>
<p><strong>Mariano Della Corte</strong></p>
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		<title>Arte e cultura in piazzetta, ecco il Grand Tour di Capri</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 09:01:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[13 luglio 2010 &#8211; L’estate caprese 2010 è nata sotto il segno dell’arte, della cultura, della musica e del teatro. E a mettere in piedi un cartellone di tutto rispetto dal titolo emblematico «Grand Tour» è stato proprio il Comune, in collaborazione con le associazioni culturali e ambientalistiche dell’isola. Leggi l&#8217;articolo sul sito de Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-499" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/il_mattino_napoli2.png" alt="Il Mattino" width="170" height="23" /><br />
<strong>13 luglio 2010</strong> &#8211; L’estate caprese 2010 è nata sotto il segno dell’arte, della cultura, della musica e del teatro. E a mettere in piedi un cartellone di tutto rispetto dal titolo emblematico «Grand Tour» è stato proprio il Comune, in collaborazione con le associazioni culturali e ambientalistiche dell’isola.</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo sul sito de <strong><a href="http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=110456&amp;sez=ESTATE">Il Mattino</a></strong></p>
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		<title>Il viaggio di Jodice nei segni del mare</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 10:40:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alla Certosa di Capri gli scatti che documentano la forza simbolica del Mediterraneo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-499" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/il_mattino_napoli2.png" alt="Il Mattino" width="170" height="23" /></p>
<p><strong>11 luglio 2010</strong> &#8211; Il mare come soggetto, come centro di civiltà, luogo di scambi. Di commercio, ma anche, e soprattutto, di culture. Il mare che unisce e che divide, come l’onda che va e che viene. Il mare che custodisce testimonianze d’arte, statue finite negli abissi (i Bronzi di Riace, ma anche tanto altro).</p>
<p><span id="more-2823"></span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2824" style="margin-right: 10px;" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2010/07/il-mattino-jodice.jpg" alt="il-mattino-jodice" width="200" height="208" align="left" />Il mare, questo mare, è al centro della mostra di Mimmo Jodice che si è inaugurata ieri sera a Capri, negli spazi maestosi della Certosa di San Giacomo (nelle Stanze del Priore, fino al 4 settembre). «Figure del mare» è il titolo. L’esposizione è stata anche l’occasione per celebrare l’artista che in questa prima metà dell’anno è stato protagonista di mostre a Roma (al Palazzo delle Esposizioni: oggi l’ultimo giorno) e a Parigi (due: alla Maison européenne de la photo e all’Istituto italiano di Cultura). La mostra che si aperta ieri è stata promossa dalla Fondazione Capri, in collaborazione con il Museo della Fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo, ed è curata da Roberta Valtorta, che ne è la direttrice. Sono 48 opere che parlano di vuoti, di silenzi, di assenza del paesaggio, ma estremamente esemplicative di un discorso che è storico, artistico, ma anche umano. Tra gli scatti tra i più suggestivi, la faccia porosa del «Compagno di Ulisse», quasi un volto di spugna (la statua, del I secolo dopo Cristo, è conservata al Museo di Baia), emblematica del fascino che emana il lavoro dell’artista, la cui ricerca fonda sullo studio, sull’attenzione al dettaglio, sulla ispirazione che nasce dall’emozione: perdersi a guardare è il suo «credo» umano e nel contempo artistico, e perdendosi a guardare Jodice ha creato scatti apprezzati a livello internazionale da pubblico e critica, indagando contesti tra i più vari. E già noti.</p>
<p>In questo contesto larga parte del lavoro di Jodice ci rende una visione dei Campi Flegrei, di Cuma, Baia, Bacoli, di Puteoli, un territorio ricchissimo di testimonianze archeologiche, della cui restituzione all’ammirazione del pubblico l’artista fu tra i primi a dare conto, facendone oggetto della sua ricerca in quasi cinquant’anni di attività. Ma è il Mediterraneo nel suo complesso a essere rappresentato, oltre alla «pagina» napoletana e flegrea, dagli scatti in mostra a Capri: Siracusa, la Turchia, la Libia di Leptis Magna, la Grecia e la Magna Grecia, la Tunisia, e così via. Un Mediterraneo riproposto come laboratorio di grande storia e cultura, per una riflessione che l’artista fa sui temi del vuoto e del silenzio: «È &#8211; dice &#8211; come una sospensione temporale in risposta al caos, una persistenza del passato nel presente attraverso la rappresentazione di frammenti di corpi, volti, sculture della classicità».</p>
<p>Il Mediterraneo è per Jodice uno dei temi di una ricerca che da anni indaga sulle ragioni, sui segni, sulle emozioni di una storia comune che lega in particolare le culture del «Mare nostrum»: un viaggio che dura da tempo (1986) e che si è alternato e nello stesso tempo accomunato agli altri temi portanti del lavoro dell’artista (la ricerca sociale, il teatro e le tradizioni popolari, la monumentalità, il cogliere l’essenza stessa di città e Paesi attraverso la particolare lettura delle preesistenze architettoniche e del disegno urbanistico): «Il Mediterraneo &#8211; spiega ancora Jodice &#8211; è per me un luogo sentimentale e mentale, in questa esposizione desidero mostrare, e spero di aver raggiunto una piena coincidenza tra immagine ed emozione, quel quid che è alla base del mio lavoro».</p>
<p>Mare e figure del mare, statue e oggetti che ci parlano di antico, quindi di memoria: in questa mostra, come del resto in tutta la produzione artistica di Jodice &#8211; come mette in risalto nel catalogo Roberta Valtorta – la foto è vista non come puro strumento ed elemento descrittivo e documentario, ma immagine carica di memoria, ricca delle molte forme dell’arte, orientata verso un sentimento metafisico della realtà visibile. Figure del mare, frammenti di memoria, simboli e suggestioni che riemergono dagli abissi non solo delle acque, ma anche dal profondo dell’ anima per una riflessione sul tempo attuale, sul caos dei giorni nostri.</p>
<p><strong>Pasquale Esposito</strong></p>
<p><strong><a title="Il PDF originale dell'articolo" href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2010/07/Il_Mattino_20100711_L.pdf" target="_blank">Scarica il PDF originale dell&#8217;articolo</a> </strong>(416 Kb)<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Mode, trend e futuro la capitale è Capri</title>
		<link>http://www.fondazionecapri.org/2009/06/16/mode-trend-e-futuro-la-capitale-e-capri/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 14:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Il Mattino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il convegno mondiale degli osservatori delle tendenze umane]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-499" title="Il Mattino" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/il_mattino_napoli2.png" alt="Il Mattino" width="170" height="23" /></p>
<p><strong>14 ottobre 2009</strong> &#8211; Coniugare il mondo al futuro, di solito, è roba per poeti, sognatori e visionari. Ma la scienza è invadente, capace di inventare addirittura una rete mondiale di osservatori che studiano mode e tendenze e, manco a dirlo, provano ad anticipare il futuro. I trendwatcher (in italiano sarebbero gli osservatori di tendenze) si sono dati appuntamento a Capri per il primo Festival internazionale del futuro. Da domani al 17 ottobre gli osservatori metteranno a confronto i loro rapporti e scommetteranno sugli anni a venire.</p>
<p><span id="more-2070"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2071" style="margin-right: 10px;" title="Il Mattino" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/10/il-mattino-ott-2009.jpg" alt="Il Mattino" width="200" height="282" align="left" />Cosa ci aspetta domani? Saremo un po’ più «Supergreen», ovvero ricchi di coscienza ambientalista, con il concetto di sostenibilità che starebbe ridefinendo i comportamenti e gli stili di vita. Ma ci sarà anche un ritorno al bello, all’estetica applicata alle piccole cose. Saremo, cioè, condizionati dalla contaminazione sempre più frequente tra arte, fashion, design e merci. Gli oggetti del quotidiano diventeranno più carini, alzi la mano chi non ne sarà contento. Eppoi ci sarà una riscoperta delle città. Basta fughe in casolari e masserie: la tendenza sarà quella dell’Urban Signs. Quella che gli esperti definiscono come l’insieme di «segni e comportamenti creativi di fruizione attiva delle città che stanno risignificando gli spazi urbani quali nuovi luoghi di espressione sociale». In pratica si tornerà nelle città e si cercherà di adattare gli spazi alle reali esigenze di tutti i giorni. Basta con il predominio degli urbanisti, domani vorremo città utili e non solo belle. Per capire dove andremo gli osservatoritengono sotto controllo 21 cittàchiave del mondo: Amsterdam, Anversa, Banga lore, Beijing, Beirut, Berlino, Bogota, Buenos Aires, Londra, Johannesburg, Madrid, Milano, Mosca, Napoli, New York, Parigi, Santiago del Cile, Seoul, Shanghai, Stoccolma, Tokyo. Due le città italiane (appunto Napoli e Milano) ognuna individuata per una specificità.</p>
<p>Ma le letture del mondo possono essere diverse e, per questo, gli osservatori provengono da diversi settori. Intorno al tavolo si ritroveranno imprenditori, architetti, fashion designer, artisti, intellettuali. Dalla guru delle tendenze Li Edelkoort allo scrittore di fantascienza Bruce Sterling, dallo stilista avantgarde Walter Van Beirendonck all’imprenditore etico Marco Roveda, dall’architetto impegnato sul fronte della sostenibilità Mario Cucinella al fotografo e regista Francesco Jodice, per arrivare all’antropologo dello streetstyle Ted Polhemus. Apertura dei lavori affidata al ministro del Turismo, Maria Vittoria Brambilla. E perché proprio Capri? «E il luogo per eccellenza della riflessione colta ed erudita  spiegano gli organizzatori  spazio dell’immaginazione e della progettazione intellettuale, sarà l’ideale punto di incontro per tutti coloro che vorranno discutere del presente per delineare i contorni del futuro prossimo». Patrocinato dalla Fondazione Capri, il Festival (ospitato alla Certosa di San Giacomo) quest’anno sarà dedicato alle tendenze emergenti negli stili di vita con una mappatura delle mode prossime venture. Un evento fortemento voluto dalla Fondazione che, costituita nel marzo 2009, ha come fondatori, imprenditori, albergatori, commercianti e professionisti di Capri ed Anacapri, presieduti da Gianfranco Morgano e da Antonio Cacace.</p>
<p><strong>Il poeta<br />
GIACOMO LEOPARDI</strong><br />
«Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?». La domanda del Passeggere al Venditore d’Almanacchi è una speranza di futuro. Il sabato che il villaggio vuole vivere con gioia.</p>
<p><strong>Lo scrittore<br />
GEORGE ORWELL</strong><br />
II padre del «Grande fratello» ma anche l’ideatore della «Fattoria degli animali» dove il maiale inventa la regola: «Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri». Intuizioni per un futuro che vorremmo lontano ma che sentiamo incombere.</p>
<p><strong>Lo scienziato<br />
ISAC ASIMOV</strong><br />
Biochimico nato in Russia e divenuto celebre negli Stati Uniti. Isac Asimov ha scritto le celebri «Cronache del futuro» e teorizzata le tre leggi della robotica. All’epoca si disse che era fantascienza, oggi sono alla base delle regole della cibernetica. Profetico.</p>
<p><strong>L’artista<br />
LEONARDO DA VINCI</strong><br />
Inventare l’elicottero e il paracadute senza neppure sapere che gli uomini, un giorno, li avrebbero battezzati in sua vece. Pittore, letterato, scultore, architetto, scienziato. In tutto Leonardo da Vinci è stato spinto dalla curiosità, la molla che lancia verso il futuro.</p>
<p><strong>Il libro<br />
DALLA TERRA ALLA LUNA</strong><br />
Un razzo lanciato dalla Terra alla Luna. Immaginarlo nel 1865 (104 anni prima che avvenisse davvero) è nel genio di Giulio Verne.</p>
<p><strong>Il film<br />
BLADE  RUNNER</strong><br />
«Cose che gli umani non potrebbero nemmeno immaginare». II cupo futuro raccontato da Ridley Scott e Philip K. Dick</p>
<p><strong>La canzone<br />
LA BALLATA DELLA  MODA</strong><br />
Anni ‘60: Luigi Tenco cantava dei condizionamenti che ognuno di noi subisce dagli spot. Attualità vecchia di cinquant’anni.</p>
<h3>L’intervista</h3>
<p><strong>«Studiando Napoli scopriremo le città del domani»<br />
La sociologa Marinoni: in Campania l’intero territorio diventa narrazione</strong></p>
<p>L’IMMAGINE ufficiale del Capri Trendwatching Festival la ritrae circondata da pupazzetti colorati (dai Sette nani a Tigro) che farebbero la gioia di qualunque bimbo. Elena Marinoni, docente di Sociologia dei consumi, è la curatrice della rete degli osservatori «Tomorrow now».<br />
<strong>Scusi ma i pupazzetti?</strong><br />
«Il riflesso di una tendenza che ho colto qualche anno fa. Sono una collezionista di questi che ormai sono divenuti oggetti di culto. Proprio come quelli che studiamo».<br />
<strong>Chi sono i trendwatcher?</strong><br />
«Rappresentanti di diverse categorie professionali che inseriti nella vita vera delle loro città, cercano di decodificare i messaggi, spesso complessi, che ogni giorno vengono proposti. In base alle loro rilevazioni si individuano le tendenze che troveremo nel futuro».<br />
<strong>Dove avvengono le ricerche?</strong><br />
«Abbiamo individuato 21 città campione. Ognuna ha una sua specificità e la capacità di anticipare o recepire prima degli altri una novità. Anversa è, ad esempio, capitale indiscussa della moda; Bangalore città fondamentale per capire come evolveranno le nuove tecnologie; le realtà del Nord Europa dettano il trend per l’urbanistica».<br />
<strong>E Napoli?</strong><br />
«Città di grandissima vitalità, fondamentale per capire come evolveranno alcuni stili di vita».<br />
<strong>Cioè?</strong><br />
«Napoli è la città che meglio di tutte esprime alcuni concetti della &#8220;Urban signs&#8221;, i segnali che ognuno di noi lascia nelle città. C’è un uso creativo della fruizione degli spazi pubblici, una riconversione e una riappropriazione che rendono la città una vera e propria narrazione. Napoli in questo detta una tendenza tutta da scoprire».<br />
<strong>Ma, concretamente, come si svolge l’attività di un osservatore?</strong><br />
«Ci sono due livelli. La prima è la fase di desk. Attraverso giornali, riviste, siti, blog e tutto quello che è informazione si individuano filoni di studio. Poi ci sono i rapporti che arrivano da tutto il mondo. Gli osservatori verificano come vive la gente, cosa consumano, come si rapportano tra di loro e con l’ambiente. L’importante è che si legga sempre la vita vera».<br />
<strong>A medio termine che trendci riserverà il futuro?</strong><br />
«Ci sono tre aspetti che focalizzeremo a Capri. In primo luogo la diffusione del &#8220;pensiero verde&#8221; e il concetto di sostenibilità che sta ridefinendo alcuni stili di vita; poi c’è quello che noi abbiamo ribattezzato &#8220;Daily aesthetics&#8221;, il gusto e l’estetica che diventano pratiche del quotidiano, come nel design delle merci; infine gli &#8220;urban signs&#8221;, la capacità di lasciare un segno attivo nella città che si vive».<br />
<strong>A che settori si applicano le previsioni?</strong><br />
«Ai consumi, al marketing, alla moda. Ma in realtà gli studi degli osservatori servono a tutti coloro che voglio capire il pensiero di un territorio».<br />
<strong>Anche ai politici?</strong><br />
«Perché no. Se avvertono che c’è uno scollamento rispetto alla gente».<br />
<strong>Perché la scelta di Capri come sede del Festival?</strong><br />
«Anticipare le tendenze è da sempre la vocazione dell’isola. Per questo siamo contenti dell’idiziativa della Fondazione Capri e vorremmo che divenisse sede permanente dell’evento».</p>
<p><strong>sa. sa.</strong></p>
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</strong></p>
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