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	<title>Fondazione Capri &#187; Interni</title>
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	<description>Tutelare, promuovere e valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale dell'isola di Capri</description>
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		<title>Italian Creative Junctions</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 13:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa 2011]]></category>
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		<description><![CDATA[Settembre 2011 &#8211; L&#8217;ulteriore iniziativa che tiene banco quest&#8217;estate (fino alla prima settimana di settembre) è la terza edizione del festival della fotografia di Capri, voluto dalla Fondazione Capri (presidente e vice Gianfranco Morgano e Antonio Cacace) nata a inizio 2009 per tutelare, promuovere e valorizzare il patrimonio, artistico e culturale dell&#8217;Isola delle Sirene. Scarica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2408" title="" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/11/interni-magazine.png" alt="Interni" width="200" height="47" /></p>
<p><strong>Settembre 2011</strong> &#8211; L&#8217;ulteriore iniziativa che tiene banco quest&#8217;estate (fino alla prima settimana di settembre) è la terza edizione del festival della fotografia di Capri, voluto dalla Fondazione Capri (presidente e vice Gianfranco Morgano e Antonio Cacace) nata a inizio 2009 per tutelare, promuovere e valorizzare il patrimonio, artistico e culturale dell&#8217;Isola delle Sirene.</p>
<p><a href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2011/09/interni.pdf"><strong>Scarica il PDF dell&#8217;articolo originale</strong></a> (1,3 Mb)</p>
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		<title>Ma cos’e questa crisi?</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 11:04:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa 2011]]></category>
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		<description><![CDATA[Nella mappatura mondiale esistono paesi (pochi) che economicamente se la passano bene, mentre altri (molti) stanno tutt’oggi patendo la crisi. Da una vedetta di charme come l’isola delle sirene, anche ‘consigli per gli acquisti’ eco-sostenibili e solidali. A che punto è la notte? Che, mettendo da parte sia il Macbeth di William Shakespeare che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/11/interni-magazine.png" alt="Interni" title="" width="200" height="47" class="alignnone size-full wp-image-2408" /></p>
<p>Nella mappatura mondiale esistono paesi (pochi) che economicamente se la passano bene, mentre altri (molti) stanno tutt’oggi patendo la crisi. Da una vedetta di charme come l’isola delle sirene, anche ‘consigli per gli acquisti’ eco-sostenibili e solidali.</p>
<p><span id="more-3581"></span></p>
<p>A che punto è la notte? Che, mettendo da parte sia il Macbeth di William Shakespeare che il romanzo di Fruttero &amp; Lucentini, nello specifico significa: a che punto è la cri si? Quella soprattutto dell ‘Occidente (Europa ed Usa) e dell’Oriente avanzato (Giappone) perché esistono diversi altri Paesi del mondo (Cina, India, Brasile) che non stanno dibattendosi tra le tenebre degli incubi economici e delle contrazioni dei consumi: al contrari o, non sono mai stati bene come adesso.</p>
<p><img style="margin-right: 7px;" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2011/07/interni.jpg" alt="interni" width="200" height="263" align="left"/>Sullo spettro della decrescita (che, per un’associazione sempre più popolare, è invece “felice”) del Vecchio Continente si è di recente focalizzata, presso il teatro Quisisana di Capri, l’attenzione dell’annuale osservatorio sulle tendenze della contemporaneità organizzato da Elena Marinoni per l’eclettica Fondazione Capri (www.fondazionecapri.i t), nata da un gruppo d’imprenditori di Capri e Anacapri, allo scopo di valorizzare e tutelare il patrimonio storico-artistico dell’isola e nel contempo produrre e diffondere cultura sul territorio.</p>
<p>Per il citato osservatorio caprese sono state utilizzate come fonti le elaborazioni di Tomorrow Now e dell ‘isti tuto di ricerca Gpf (che, per le indagini, utilizzano appunto il metodo del trendwatcbing, da qui il nome del festival-consesso isolano, cioè l’osservazione di stili di vita e di comportamenti sociali da parte di cosiddetti urban watcbers di città- chiave europee). Tramite il trendwatcbing si ipotizza a grandi linee come evolverà la società, e, di conseguenza, gli atteggiamenti dei consumatori e i loro acquisti.</p>
<p>Tra i ‘comportamenti’ che sono stati registrati come significativi c’è tra gli altri il Recycle, vale a dire la ri-qualificazione, la ri -generazione, la ri-parazione, la ri-significazione dello scarto, in breve la trasformazione di rifiuti in ‘preziosità’, al fine di produrre oggetti finalmente ‘risorti’. In sostanza, la sostenibilità come innovativo e intelligente ‘lusso’ verso cui gli italiani si ritrovano decisamente favorevoli (il 64,2 % ha acquistato prodotti riciclati), ritenendo che, nel prossimo futuro, gli acquisti in questo senso andranno ad aumentare sensibilmente.</p>
<p>E, guardando alle città europee più di tendenza, si scopre che a Barcellona, per esempio, hanno messo in piedi Reparat milor que nou, accademia di auto-riparazione per imparare a risanare da soli dalla tappezzeria di casa alla propria bicicletta; a Berlino hanno invece trasformato un’ex piscina comunale in uno spazio multi-uso dove si organizzano da pranzi &amp; rinfreschi per matrimoni a esposizioni d’arte auto-gestite; ad Anversa si sono poi inventati il Life Cycle, una ong che rimette in sesto da utensili ad arredi ad abiti grazie all’apporto di persone con handicap o a disoccupati; a Utrecht hanno poi fatto decollare ARM, catena di negozi -officine di riparazione che vende a prezzi irrisori gli oggetti donati all’associazione, dopo averli ripuliti, aggiustati e controllati; mentre lo studio Hergebruik di Rotterdam è un atelier che vende arredi, oggettistica e bijoux ri-progettati da giovani designer con materiali di scarto; al Cafe Phil di Vienna ci si può invece sprofondare in divani e poltrone vintage ‘riaccomodati’, che sono anche in vendita, insieme a dischi, dvd, libri di seconda mano e servizi da tavola spaiati; Melbourne è infine sede di Lonely Planet, editore delle guide di viaggio più diffuse al mondo, in quanto ricchissime di suggerimenti low cost.</p>
<p>Ma a Napoli fanno persino di meglio: Bidonville, “associazione di chi ha voglia di riutilizzare, mantenere e rigenerare tutto”, organizza il 26 e 27 novembre prossimi l’annuale Fiera del baratto e dell’usato, mentre l’associazione Masaniello ha fatto nascere nel 2007 per i suoi associati Scec (acronimo di Solidarietà Che Cammina), ‘assegno’ a diffusione locale che non funge da moneta complementare, ma che si utilizza in percentuale con l’euro; in sostanza, è una riduzione di prezzo che i soci si fanno reciprocamente, peraltro prefiggendosi lo sviluppo di un circuito di economia locale preferenziale, che permetta di trattenere la maggior parte possibile della ricchezza prodotta dai suoi soci sul territorio. Insomma, delle economie ‘altre’, come ad esempio ZeroRelativo, community di scambio, riuso e baratto on line; Swap Club Italia, community in cui scambiare, barattare vestiti e accessori; il festival A veglia, cioè “a teatro con il baratto”, che da cinque anni si diffonde a metà settembre a Manciano, Marsiliana e Montemerano (Grosseto).</p>
<p><strong>Olivia Cremascoli</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2011/07/Interni.pdf">Scarica il PDF dell&#8217;articolo originale</a> (456 Kb)</strong></p>
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		<title>L’epoca della moltitudine</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 16:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>

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		<description><![CDATA[Luglio &#8211; Agosto 2010 &#8211; Negli ambienti della cultura del progetto è da tempo che non si parla più di politica. Ma, forse, possiamo dire che non si parla più neppure di cultura. In questo momento, tutte le attività Creative &#8211; progettuali o artistiche &#8211; si sono trasformate in pratiche ‘professionali’ che si collocano fuori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2408" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/11/interni-magazine.png" alt="Interni" width="200" height="47" /></p>
<p><strong>Luglio &#8211; Agosto 2010</strong> &#8211; Negli ambienti della cultura del progetto è da tempo che non si parla più di politica. Ma, forse, possiamo dire che non si parla più neppure di cultura. In questo momento, tutte le attività Creative &#8211; progettuali o artistiche &#8211; si sono trasformate in pratiche ‘professionali’ che si collocano fuori da responsabilità civili dirette, cui l’ambientalismo fa da paravento.</p>
<p><span id="more-2883"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2884" style="margin-right: 5px;" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2010/07/interni.jpg" alt="interni" width="200" height="259" align="left" />Il è caratteristico di un’epoca di transizione profonda: alcuni filosofi &#8211; come ad esempio Paolo Virno &#8211; stanno affrontando una riflessione comparativa tra due concetti sociali contrapposti: quello di ‘popolo’ e quello di ‘moltitudine’. Due categorie nate durante il XVII secolo ma che possono fornire chiavi di interpretazione del presente, con importanti ripercussioni sulle categorie su cui si basa la progettazione territoriale. La nozione di ‘popolo’ fu elaborata dal filosofo inglese Thomas Hobbes (1588-1679) e identifica per la prima volta il consorzio umano in strutture territoriali, in istituzioni statali, in tradizioni antropologiche; nella sua visione politica vi era una radice pessimista, tipica del Rinascimento, che vedeva la società costituita da soggetti violenti (sua è la definizione Homo homini lupus), a cui solo l’istituzione di Stati nazionali poteva porre rimedio: quindi, quanto più forte era lo Stato, tanto più sicura era la società. Il filosofo spagnolo Baruck Spinoza (1632-1677) elaborò invece il concetto di ‘moltitudine’, dove il consorzio umano non si formalizza in istituzioni statali, ma permane come un insieme informe di singoli individui, la cui unità si ricompone in entità politiche sopraterritoriali e non in strutture di governo locale. Da Hobbes deriva quindi la tradizione tipica del XX secolo degli Stati nazione, dello Stato centralizzato, dello Stato fabbrica, fino al conflitto tra stati, nazioni, blocchi. Realtà tutte, oggi, grandemente in crisi nel mercato globalizzato.</p>
<p>Dalla tradizione di Spinoza deriva invece l’idea delle grandi alleanze sopra-nazionali come l’Europa unita, lo stesso socialismo, fino all’attuale economia globalizzata, al lavoro diffuso postfordista, all’economia virtuale. Nel primo caso, la struttura urbana garantisce tutte le condizioni di difesa dell’individuo dai pericoli di una società ingovernabile: città istituzionali, proprietà privata, luoghi perimetrati, fondamenta stabili e definitive, specializzazioni funzionali.</p>
<p>Nella seconda ipotesi la ‘moltitudine’ come uno sciame creativo, supera confini e fondazioni, sfuma le competenze rigide, crea circuiti sopraterritoriali. Realtà molto simili alle condizioni (negative e positive) dell’attuale capitalismo globalizzato, dove – come dicono Michael Hardt e Antonio Negri &#8211; Non c’è più un fuori. Il modello di Hobbes, rigido e specializzato, dimostra oggi tutta la sua fragilità e rischia di spezzarsi di fronte alle crisi ricorrenti dell’economia locale e internazionale; il modello di Spinoza ispira invece una intrinseca flessibilità e capacità di adattamento per gestire positivamente lo stato di crisi permanente dell’economia locale e mondiale, in assenza di un modello generale di riferimento.</p>
<p>Il passaggio dunque di cui oggi si riflette, dal concetto storico di ‘popolo-stato’ a quello di ‘moltitudine-globalizzazione’ produce una evidente ricaduta sui fondamenti del progetto: da una parte gli apparati solidi e permanenti dell’architettura, dall’altra la natura molecolare, ingovernabile e interstizi aIe del design e del mondo degli oggetti. Non si tratta di una disputa disciplinare né di un conflitto accademico: si tratta di cominciare a confrontarsi con la storia attuale, con le opzioni presenti sul campo. La politica nasce da queste radici, dal realismo e dalla fantasia.</p>
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		<title>Travelogue a Capri</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 16:35:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>

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		<description><![CDATA[Novembre 2009 &#8211; Costituita lo scorso maggio da un gruppo d’imprenditori di Capri e Anacapri (presieduti da Gianfranco Morgano e Antonio Cacace) con la partecipazione della città di Capri e del Comune di Anacapri e il contributo della Regione Campania, la fondazione Capri si pone come obiettivi la tutela del patrimonio storico, artistico e paesaggistico; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2408" title="Interni" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/11/interni-magazine.png" alt="Interni" width="200" height="47" /></p>
<p><strong>Novembre 2009</strong> &#8211; Costituita lo scorso maggio da un gruppo d’imprenditori di Capri e Anacapri (presieduti da Gianfranco Morgano e Antonio Cacace) con la partecipazione della città di Capri e del Comune di Anacapri e il contributo della Regione Campania, la fondazione Capri si pone come obiettivi la tutela del patrimonio storico, artistico e paesaggistico; la produzione e la diffusione della cultura sul territorio isolano; la formazione e il sostegno delle eccellenze locali nelle varie discipline.</p>
<p><span id="more-2401"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2402" style="margin-right: 10px;" title="Interni" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/11/interni.png" alt="Interni" width="200" height="276" align="left" />Nata anche per riaffermare la vocazione dell’isola a laboratorio artistico culturale, fondato sul binomio turismo cultura, la fondazione Capri si rivolge in primis al territorio e alla popolazione quali soggetti privilegiati nella fruizione delle sue diverse attività, pur perseguendo obiettivi di visibilità internazionale, Da sempre avvezza a ospitare celebrità del mondo dell’arte, dell’imprenditoria, della politica e dello spettacolo, l’isola più bella d’Italia oggi si picca della formazione di giovani talenti locali dalle comprovate doti artistico intellettuali, sostenendoli grazie a borse di studio, soggiorni all’estero, premi, festival. Tra le più recenti iniziative, citiamo il Capri trend waching festival sugli stili di vita contemporanei, e Travelogue (travel+blog) progetto d’arte a cura di Arianna Rosica e Massimiliano Scuderi. In collaborazione con l’istituto Gemito di Anacapri, la fondazione Capri nello specifico sostiene un progetto di ‘formazione in viaggio’, rivolto a oltre 200 studenti, prevedendo il soggiorno sull’isola di sette artisti di chiara fama, i quali organizzano dei laboratori didattici, con gli allievi e i loro insegnanti, utilizzando tutti i media (scultura, pittura, fotografia, video). Tra gli artisti, invitato speciale è Sandro Chia, esegeta della Transavanguardia, poi Gianni Caravaggio, Angelo Mosca, Lorenza Lucchi Basili, Tu’M, Alessandro Rizzi, Zafos Xagoraris. Gli studenti sono dunque stati chiamati a esprimersi con un ‘racconto’ di viaggio, inteso come ‘itinerario’ finalizzato alla costituzione di un proprio immaginario, utilissimo per decriptare il mondo e per poi riprogettarlo grazie a una sua visione più ampia. Iniziato in settembre, il peregrino progetto si è completato in ottobre con una mostra (sino al 4 novembre) sugli esiti dei laboratorii artistici. (O.C.)</p>
<p><a title="Scariva il PDF dell'articolo" href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/11/interni.pdf" target="_blank"><strong>Scarica il PDF originale dell&#8217;articolo</strong></a> (1,3 Mb)</p>
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