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	<title>Fondazione Capri &#187; Io Donna</title>
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	<description>Tutelare, promuovere e valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale dell'isola di Capri</description>
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		<title>Abitare la Bellezza, Capri</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 06:44:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Io Donna]]></category>

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21 agosto 2010 &#8211; Per due giorni “l’isola di Tiberio” diventa palcoscenico internazionale ma anche laboratorio creativo di danza. Con una serie di spettacoli, o meglio di performance en plein air, che coinvolgono il pubblico in prima persona. Tra gli altri, alla Certosa di San Giacomo, Notturno circense con sei artisti impegnati in uno spettacolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2326" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/03/io-donna.jpg" alt="io Donna" width="111" height="92" /><br />
<strong>21 agosto 2010</strong> &#8211; Per due giorni “l’isola di Tiberio” diventa palcoscenico internazionale ma anche laboratorio creativo di danza. Con una serie di spettacoli, o meglio di performance en plein air, che coinvolgono il pubblico in prima persona. Tra gli altri, alla Certosa di San Giacomo, Notturno circense con sei artisti impegnati in uno spettacolo in bilico tra il virtuosismo del circo e l&#8217;eleganza della danza, i Toron Blues che danno vita a Mais alors que fait-on de l&#8217;espoir, sorprendente numero sulla fune. Sulla pertica, invece, Joao Paulo Pereira dos Santo. Info: fondazionecapri.org</p>
<p><strong><a title="PDF originale dell'articolo" href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2010/08/io_donna.pdf" target="_blank">Scarica il PDF originale dell&#8217;articolo</a></strong> <strong>(232 Kb)</strong></p>
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		<title>Saremo fluidi, liberi, bio</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 18:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Io Donna]]></category>

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		<description><![CDATA[Solo un po’ di pazienza (fino al 2011): sta per arrivare il ventennio che spazzerà via crisi e paure globali. Parola dei più quotati guru del trend. Che ci raccontano gli stili di vita del futuro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2326" style="border: 0pt none;" title="io Donna" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/03/io-donna.jpg" alt="io Donna" width="111" height="92" /></p>
<p><strong>7 novembre 2009</strong> &#8211; Dopo vent’anni complicati, culminati in una crisi globale, Li Edelkoort è felice di annunciare che il ventennio a partire dal 2011 &#8211; lei “vede” in anticipo di un biennio &#8211; sarà addirittura splendido. Fine della paura, ripresa dell’economia e una migliore convivenza umana, con riflessi nella moda e nel design, suoi specifici settori di previsione.</p>
<p><span id="more-2346"></span></p>
<p><a href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/11/io-donna.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2347" style="margin-right: 10px; " title="io Donna" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/11/io-donna.jpg" alt="io Donna" width="200" height="265" align="left" /></a>E se lo dice lei, direttore della Design Academy Eindhoven e guru del trend a cui da più di un trentennio si rivolgono le maggiori maison di moda &amp; altro per pianificare la loro produzione, ci sono ottime probabilità che anche stavolta l’abbia azzeccata. Insieme all’altro guru Chris Anderson, direttore di Wired e anticipatore della social network revolution, Edelkoort è stata la guest star del Capri Trendwatching Festival, convegno sugli stili di vita del prossimo futuro organizzato dalla Fondazione Capri. Chiedo a Mrs Edelkoort come fa, da dove le vengono le visioni che alimentano le sue profezie: «Stavolta» dice «sono stata ispirata da un senso di liberazione e di sollievo. Qualcosa che finalmente ricominciava a fluire. Come l’acqua, in tutto il suo ciclo. Quando ho una visione mi metto in ascolto per captare quello che viene avanti, e visualizzarlo in immagini». I temi di Edelkoort ricorrono nelle previsioni di altri trend-setter che hanno preso parte al convegno: tra gli altri lo scrittore Bruce Sterling, il fashion designer Walter Van Beirendonck, l’antropologo dello street-style Ted Polhemus, E nelle rilevazioni degli urban-watchers, “lettori” dei segni di cambiamento sguinzagliati in una trentina di realtà urbane, da Londra a Bangalore, New York, San Paolo, Tokyo: i cosiddetti snodi giocal. Indizi locali con un potenziale globale, ed eccone alcuni. Il nuovo non basta, ci si volta indietro: le vecchie danze riproposte in una ball-house berlinese; i pub in stile “soviet-nostalgia” a Mosca. Intimità: luoghi pubblici allestiti come case, tipo “Alice in Wonderland”, salone di bellezza madrileno, e “4th floor”, Milano, elegante parrucchiere che riceve in casa un cliente per volta; house concert, musica dal vivo per pochi intimi.</p>
<p>Altra tendenza, il Supergreen, l’idea di una sostenibilità ambientale “smart”, lontana dalla rinuncia. Una frugalità-felicità, una semplificazione volontaria dello stile di vita che coniuga etica, estetica e qualità, Secondo Marco Roveda, eco-imprenditore, il 35 per cento della popolazione occidentale è già su questa strada. Ed ecco le bellissime case 100 k (100 mq per 100mila euro) di Mario Cucinella, a basso impatto e a basso costo; la vecchia ferrovia sopraelevata di New York trasformata in un giardino pensile; i congegni per un monitoraggio costante dei consumi; il boom di corsi di taglio e cucito negli Stati Uniti: il trionfo della bici, con google map per ciclisti; i gesti di eco-guerriglia: “bombe” di semi, parcheggi occupati con giardini temporanei. E un design che coniuga sostenibilità e bellezza.</p>
<p>Bellezza che invade come un virus la vita quotidiana:  è la cosiddetta Daily Aesthetics. L’arte esce dai luoghi istituzionali per installarsi nei vuoti urbani: i cubi di vetro per mostre a Seoul, l’arte in piscina a Berlino, le vetrine per artisti nel quartiere a luci rosse di Amsterdam; l’ex macello di Madrid e altri luoghi dismessi utilizzati per mostre e performance; il museo all’aria aperta a Mosca: la body art diffusa. Una generale estetizzazione degli oggetti d’uso comune tanto che, come dice la critica della moda Maria Luisa Frisa, «a volte cerchiamo qualcosa di “normale” e non lo troviamo più!». La città diventa uno spazio espressivo da fruire attivamente e creativamente. Segni anticipatori: i raduni estemporanei basati sul tam tam in rete, i party lampo nei Bancomat a Berlino, i bluetooth per fare amicizia in metrò. E ancora: i Guerrilla-Drive in, proiezioni cinematografiche spontanee sui muri delle periferie; un po’ di Pilates aspettando il bus, e il city-fit, su e giù per i grattacieli di Londra e New York: negozi nomadi e a sorpresa. Un’architettura urbana “non-definita” come dice Mario Lupano storico dell’architettura contemporanea, piena di “crepe” che chiamano a un uso attivo.</p>
<p>Il Capri Trendwatching Festival si chiude con la perturbante tendenza al Free, Gratis, titolo dell’ultimo libro di Chris Anderson (Rizzoli), e principio che sta rivoluzionando marketing ed economia. Come si può fare business a partire dal prezzo-zero introdotto dalle merci digitali? «La chiave» dice Anderson «è il free-mium (free+premium), opposto esatto della pubblicità. Nella pubblicità il prodotto prima viene raccontato e poi comprato. Nel caso del free-mium l’accesso è immediato e gratuito, e solo in seguito se ne introducono versioni a pagamento». Anderson fa l’esempio di un videogioco: il 95 per cento accede gratis, il restante 5 per cento paga per esplorare di più, ridurre i tempi eccetera. Altro esempio, gli e-book, libri gratis sul web: «Se quello che hai scritto è buono» garantisce Anderson «diventi celebre. Ci sarà sempre una quota di lettori che vorrà quel libro e lo comprerà. E avrai la fama, con i suoi vantaggi e il suo indotto». Inutile del resto, avvisa il guru, lottare contro il “gra-tis”: è come cercare di resistere alla forza di gravità.</p>
<p><strong>Maria Terragni</strong></p>
<p><strong><a title="Scarica il PDF dell'articolo" href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/11/io_donna.pdf" target="_blank">Scarica il PDF dell&#8217;articolo</a> </strong>(1,8 Mb)<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Sub, regate e fritto misto</title>
		<link>http://www.fondazionecapri.org/2009/03/25/sub-regate-e-fritto-misto-io-donna/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 14:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Io Donna]]></category>

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		<description><![CDATA[L'articolo della Fondazione Capri su Io Donna, il femminile de Il Corriere della Sera]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2326" title="io Donna" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/03/io-donna.jpg" alt="io Donna" width="111" height="92" /></p>
<p><strong>06 giugno 2009</strong> &#8211; Se è vero che “nessun uomo è un&#8217;isola”, allora hanno ragione le piccole isole a guardare lontano. Quelle scelte da Io Donna lo fanno. Riscoprendo se stesse</p>
<p><span id="more-776"></span><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-777" style="margin-right: 10px;" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/06/io_donna.jpg" alt="Fondazione Capri - Io Donna" width="200" height="265" align="left" />Oltre la Piazzetta Un omaggio alla coreografa Carolyn Carlson (11-30 luglio), una mostra fotografica (agosto-settembre), un Trendwatching festival sulle tendenze e gli stili di vita (due giorni di incontri e workshop a ottobre).</p>
<p>Sono questi i primi appuntamenti della Fondazione Capri, creata da un gruppo di imprenditori locali e da amici dell&#8217;isola (fondazionecapri.org) «Vogliamo recuperare la tradizione culturale di Capri come quando, a inizio Novecento, era una meta prediletta dai futuristi» spiega il vicepresidente Tonino Cacace.</p>
<p>«Gli eventi saranno diffusi nelle località meno battute dal turismo». La Fondazione ha anche un altro obiettivo: «Promuovere l&#8217;arte tra i giovani capresi.</p>
<p>A loro abbiamo dedicato il progetto Travelogue: in autunno celebri artisti come Sandro Chia terranno laboratori didattici con gli studenti».</p>
<p><strong>Cristina Lacava</strong></p>
<p><strong><a title="Io Donna, Fondazione Capri" href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/06/io_donna_6_giugno_2009.pdf" target="_blank">Scarica il PDF dell’articolo originale</a> (396 kb)<a title="Io Donna, Fondazione Capri" href="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/06/io_donna_6_giugno_2009.pdf" target="_blank"><br />
</a></strong></p>
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