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	<title>Fondazione Capri &#187; Wilhelm Von Gloeden</title>
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	<description>Tutelare, promuovere e valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale dell'isola di Capri</description>
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		<title>Festival di fotografia a Villa Lysis</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 15:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Jacques Fersen]]></category>
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		<category><![CDATA[Wilhelm Von Gloeden]]></category>

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		<description><![CDATA[Wilhelm Von Gloeden e la fotografia a Capri: un festival di fotografia da scoprire nella magica location di Villa Lyris]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Dioniso a Villa Lysis</h2>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 580px"><a href="http://www.fondazionecapri.org/2009/05/25/festival-di-fotografia-a-villa-lysis/"><img title="Wilhelm Von Gloeden: Caino, 1900 ca., 300x400 mm" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/foto_wilhelm_von_gloeden.jpg" alt="Wilhelm-Von-Gloeden" width="570" height="350" /></a><p class="wp-caption-text">Wilhelm Von Gloeden - Caino</p></div>
<p><strong>Dal 19 agosto al 4 ottobre 2009</strong><br />
La <strong>Fondazione Capri </strong>ha tra i suoi obiettivi la valorizzazione dei beni architettonici dell’Isola e l’esposizione di <strong>von Gloeden e von Pluschow</strong> vuole essere il primo appuntamento di una serie di<strong> eventi culturali a Villa Lysis</strong>. La mostra è composta da oltre 100 fotografie originali, oggetti, documenti e negativi su vetro provenienti  dalla  vasta collezione di lastre e foto di proprietà di <strong>Alinari</strong>;  rappresenta la più ampia rassegna sui vari aspetti della produzione del fotografo tedesco <strong>Wilhelm von Gloeden</strong> creatore di immagini notissime in cui si idealizza il rapporto tra l’uomo, la natura e la storia.</p>
<p><span id="more-204"></span></p>
<p>La mostra sarà integrata da foto del fotografo <strong>Wilhelm von Plüschow</strong>, cugino di von Gloeden. Von  Plüschow, che frequentava Capri,  aveva avviato l’attività di fotografo a Napoli, dove incontrò il cugino introducendolo all’arte fotografica; <strong>von Gloeden</strong> iniziò così a fotografare, imparando, sperimentando, fino ad ottenere dei positivi a contatto di <strong>straordinaria morbidezza e bellezza</strong>.</p>
<p>La forza e l’aspetto fortemente innovativo della fotografia di von Gloeden sta proprio nel coniugare una sorta di verismo rappresentativo con un accentuato idealismo collegato alla <strong>tensione, molto nordica e romantica, verso l’”antico”</strong>, la mitologia, le divinità pagane. Gli scenari privilegiati dall’Autore sono quelli di un Sud rappresentativo di tali istanze con le sue <strong>emergenze naturali ed archeologiche</strong>.</p>
<p>All’inizio del suo lavoro di fotografo i soggetti preferiti, e quasi ovvi, furono le vedute panoramiche e di strada, oltre ai mestieri locali, ripresi con un intento soprattutto documentario. Solo in seguito iniziò a realizzare le sue caratterizzanti immagini, costruite come <strong>tableaux vivants</strong> sullo sfondo del paesaggio di Taormina. <strong>La sede ideale per la mostra a Capri</strong>, assolutamente organica alla vicenda esistenziale, al periodo e alla cultura di von Gloeden, è stata individuata <strong>nella straordinaria Villa Lysis</strong>.</p>
<div id="attachment_564" class="wp-caption alignleft" style="width: 580px"><img class="size-full wp-image-564" title="Wilhelm Von Gloeden: Ritratto di bambina, 1900, 368x287 mm" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/05/foto_mostra_wilhelm_von_gloeden.jpg" alt="Wilhelm Von Gloeden" width="570" height="350" /><p class="wp-caption-text">Wilhelm Von Gloeden - Ritratto di bambina (dettaglio)</p></div>
<p>La Villa fu progettata nel 1904 da <strong>Edouard Chimot</strong> in uno stile che coniugava varie istanze e ascendenze culturali del committente,  il conte <strong>Jacques d&#8217;Adelsward-Fersen</strong>. La Villa fu realizzata  su di un terreno in cima ad una collina all&#8217;estremità nord-est dell&#8217;Isola, vicino al luogo in cui, due millenni prima, l&#8217;imperatore romano Tiberio aveva costruito la sua <strong>Villa Jovis</strong>; fu chiamata <strong>Villa Lysis</strong> in onore al giovane amico di <strong>Socrate</strong>, ricordato da Platone nel dialogo e fu  frequentata, all’epoca, dai tanti artisti ed intellettuali che vivevano sull’Isola.</p>
<p><strong>Villa Lysis</strong> diventò, così, un vero centro di quella Capri <strong>crocevia e polo attrattivo di fermenti culturali</strong>, artistici e politici internazionali e laboratorio creativo di nuove sperimentazioni. L’edificio, alla fine, rappresenta l’atto creativo più importante della variegata produzione artistica del nobile  francese ed ancora oggi conserva una capacità attrattiva difficilmente spiegabile.</p>
<p><strong>Roger Peyrefitte</strong> la descrisse come il simbolo dell’ “altra” Capri, raffinata, eversiva e pagana. In cattive condizioni subito dopo la morte del Conte, la Villa mostrando evidenti segni di cedimenti e crolli, vide gli ultimi lavori di manutenzione nel 1934. Nel 1988 il <strong>Ministero per i Beni Culturali e Ambientali</strong> emise un decreto che poneva un vincolo sulla proprietà, e nel contempo stabiliva il suo diritto di prelazione.</p>
<p>Rimasto per decenni in pessime condizioni, l’edificio fu restaurato solo negli anni Novanta, a cura dell&#8217;architetto toscano <strong>Marcello Quiriconi </strong>su committenza dei proprietari. Nel 2001 <strong>Villa Lysis è stata acquisita dal Comune di Capri</strong> ed è stata inserita in un percorso integrato che comprende una serie di siti, monumenti e sentieri.</p>
<p><strong>Progetto della Fondazione Capri in collaborazione con Alinari/Sole24 ORE, a cura di  Italo Zannier.</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/fondazionecapri/sets/72157622138688456/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1533" title="Fondazione Capri a Villa Lysis" src="http://www.fondazionecapri.org/wp-content/uploads/2009/10/villa-lysis.png" alt="Presentazione della mostra dedicata a Wilhelm von Gloeden" /></a></p>
<p><strong>Le immagini dell&#8217;evento su <a href="http://www.flickr.com/photos/fondazionecapri/sets/72157622138688456/" target="_blank"><span style="color: #0063dc;">Flick</span><span style="color: #ff0084;">r</span></a> | <a href="http://www.flickr.com/photos/fondazionecapri/sets/72157622138688456/show/with/3855730536/" target="_blank">Slideshow</a></strong></p>
<p><strong>I video dell’evento su <a title="I video della Fondazione Capri" href="http://www.youtube.com/watch?v=iPipBm8JEOo" target="_blank">You<span style="color: #ff3333;">Tube</span></a></strong></p>
<p><em><strong>Biografia  Willhelm von Gloeden</strong><br />
<strong>18.9.1856.</strong> Wilhelm von Gloeden nasce in Germania a Schloss Volkshagen,  vicino a Wismar, dal barone Hermann von Gloeden e dalla baronessa Charlotte Maassen.<br />
Inizia gli studi di storia dell’arte a Rostock.<br />
<strong>1877</strong>.  Frequenta i corsi di pittura del professor Carl Gehrts all’Accademia di Weimar ma poco tempo dopo è costretto per motivi di salute a trasferirsi in un sanatorio sul mar Baltico. Accetta l’invito del pittore Ottone Geleng, da tempo trasferitosi in Sicilia, di visitare l’Italia e Taormina, durante la convalescenza.<br />
<strong>1878</strong>. Dopo aver percorso l’Italia seguendo le tappe del tradizionale Grand Tour, si stabilisce a Taormina, prima in un villino vicino al teatro greco-romano, poi in piazza San Domenico, in una casa con giardino che diventerà anche il suo atelier fotografico. Si avvicina alla fotografia sotto la guida di Giuseppe Bruno e Giovanni Crupi.</em></p>
<p><em><strong>1880</strong>. E’ ospite a Francavilla a Mare di Francesco Paolo Michetti, che apprezza il suo lavoro per le qualità artistiche, e nell’ambiente del pittore conosce Matilde Serao, Gabriele D’Annunzio, Costantino Barbella.</em></p>
<p><em><strong>1893</strong>. Espone le sue fotografie a Londra presso il Linked Ring e la Royal Photographic Society dove ottiene la medaglia d’oro. Alcune sue fotografie iniziano ad essere riprodotte, nel 1893 da “The Studio” e da “Kunst für Alle”. Inizia a svolgere delle campagne fotografiche in Sicilia, Germania e Tunisia, che concluderà nel 1900.</em></p>
<p><em><strong>1895</strong>. In seguito ad uno scandalo che coinvolse il patrigno, il barone di Hammerstein, von Gloeden perde i sostegni finanziari, trovandosi costretto a trasformare la sua passione fotografica in vera e propria professione. Il Granduca Friedrich III di Mecklenburg-Schwerin gli regala una macchina fotografica per lastre di grande formato (30&#215;40 cm.) e lo sostiene nella sua nuova impresa.</em></p>
<p><em><strong>1897</strong>. Wilhelm von Gloeden riceve nella sua casa la visita di Oscar Wilde, e successivamente altri importanti personaggi dell’alta società e cultura internazionale come il re del Siam, Edoardo d’Inghilterra, Augusto di Prussia, figlio del Kaiser, Eleonora Duse, e gli industriali Krupp. Rothschild, Morgam, Vanderbilt.<br />
Le sue foto sono inoltre utilizzate da artisti come Lawrence Alma Tadema, Frederich Leighton, Maxfield Parish. Alfred Stieglitz pubblica i nudi di von Gloeden in “Camera Notes”.</em></p>
<p><em><strong>1898</strong>. Wilhelm von Gloeden diventa corrispondente della Freie Photographische Vereinigung di Berlino e l’anno seguente, nella stessa città, espone le sue foto al Keller &amp; Reiner Arte Salon.</em></p>
<p><em>1899. Partecipa all’Esposizione di Fotografia dell’Accademia Reale di Berlino.</em></p>
<p><em><strong>1897-1906</strong>. Riceve diversi premi e riconoscimenti per il suo lavoro fotografico e in particolare all’Esposizione del Cairo (1897), al Photoclub di Budapest (1903), alla Société de Photographie di Marsiglia (1903), a Nizza e a Riga (1905) e infine, nel 1906, riceve la medaglia d’oro del Ministero della Pubblica istruzione Italiana.</em></p>
<p><em><strong>1908</strong>. Anatole France, diretto in Egitto, si ferma a Taormina per far visita a von Gloeden.<br />
Partecipa alla realizzazione del volume Messina e Reggio 28 XII 1908- 29 XII 1908, pubblicato dalla Società Fotografica Italiana del 1909 per ricordare il disastro del terremoto.</em></p>
<p><em><strong>1911</strong>. Partecipa all’Esposizione Universale di Roma.</em></p>
<p><em><strong>1915-18</strong>. In quanto straniero lascia l’Italia durante gli anni del conflitto bellico. Al suo rientro a Taormina, nel 1918, riprende il suo lavoro e commercializza le immagini ristampandole dai negativi precedentemente eseguiti.</em></p>
<p><em><strong>1930</strong>. Termina la sua attività fotografica. Vende la sua casa in piazza San Domenico per ricavarne una rendita annuale. Muore la sorellastra, Sofia Raab, che aveva raggiunto von Gloeden a Taormina fin dal 1895.</em></p>
<p><em><strong>16. 2. 1931</strong>. Wilhelm von Gloeden muore e viene sepolto nel cimitero dei protestanti di Taormina. La baronessa Frida von Hammerstein, sua sorellastra ed unica erede, cede tutti i diritti di proprietà e di utilizzo delle immagini di von Gloeden al suo assistente Pancrazio Bucini, detto il Moro.</em></p>
<p><em><strong>1933</strong>. Bucini subisce il parziale sequestro dei materiali dell’archivio von Gloeden con l’accusa di detenzione e commercializzazione di soggetti pornografici.</em></p>
<p><em><strong>1939-1941</strong>. Pancrazio Bucini subisce un processo presso il Tribunale di Messina, dal quale viene assolto, riconoscendo il valore artistico e non pornografico dell’opera di von Gloeden.</em></p>
<p>Foto per i giornalisti e biografia di <a title="Materiale per giornalisti e stampa" href="http://www.alinari.it/mostre/vongloedenmi/index.html" target="_blank">Wilhelm von Gloeden </a></p>
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